POLITICA
Legge di Bilancio
Manovra 2022: salta il primo tetto Cassa integrazione, assegni più alti
Per i salari tra 1.200 euro e 2.159 euro viene previsto un trattamento economico migliore

La bozza di Legge di Bilancio prevede l'abolizione del primo tetto per la Cassa Integrazione lasciando in vigore solo quello più alto.
Nella pratica un lavoratore che ha una retribuzione lorda di 1.800 euro e fino a quest'anno aveva diritto all'80% con un massimo di 998 euro lordi (primo tetto) dall'anno prossimo avrà diritto all'80% del suo stipendio con un massimale di 1.199 euro.
Non cambierà nulla per le retribuzioni sotto i 1.200 euro lordi (con l'80% al di sotto del primo tetto) e quelle superiori a 2.159 euro che avevano già il tetto che resterà nel 2022.
Gli ammortizzatori sociali vengono estesi alle imprese sotto i cinque dipendenti, attualmente scoperti dalla Cig. Dal primo gennaio 2022 l'aliquota di finanziamento del Fondo di Integrazione Salariale (Fis, finora pagato dalle imprese con più di cinque dipendenti) è fissata allo 0,50% per i datori di lavoro che, nel semestre precedente la presentazione della domanda, abbiano occupato fino a cinque dipendenti. È invece allo 0,80% per i datori di lavoro con più di cinque dipendenti. Confermato il contributo addizionale pari al 4% della retribuzione persa legato all'utilizzo.
Per quanto riguarda le disposizioni a favore del mondo del lavoro e le misure per le imprese, sono otto i miliardi, dal 2022 al 2026, a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese italiane, circa 900 milioni di euro alla cosiddetta nuova Sabatini (il contributo a favore delle Pmi per l'acquisto di beni strumentali), il rifinanziamento del Fondo di Garanzia per le Pmi fino al 2027.
Vengono inoltre prorogate al 30 giugno 2022 le misure di garanzie a sostegno della liquidità delle imprese. Sono alcune delle misure per le imprese contenute nella manovra 2022, secondo quanto si legge nella bozza.
In arrivo con la manovra nuove risorse per la parità di genere e quella salariale: nella bozza della Legge di Bilancio si legge che il Fondo per il sostegno alla parità salariale di genere passa da 2 milioni di euro all'anno a ben 52 milioni.
Verrà realizzato un Piano strategico per combattere gli stereotipi di genere, e colmare i divari nel lavoro, nelle retribuzioni e nelle pensioni. Inoltre, in via sperimentale per il 2022 viene riconosciuto l'esonero al 50% del versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato a decorrere dal rientro al lavoro dopo la maternità.