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EUROPA

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Raffica di sbarchi a Lampedusa

Non c'è tregua a Lampedusa, dove dall'alba di stamani si susseguono gli sbarchi. Arrivati oltre 720 migranti

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Ancora altri due sbarchi a Lampedusa, che portano il totale a 12 con oltre 720 migranti da questa mattina all'alba.

Un'imbarcazione con 124 migranti è stata intercettata dalla Capitaneria di porto a circa 15 miglia a sud-est dell'isola. I profughi sono stati trasbordati su una motovedetta e la carretta del mare lasciata alla deriva.

Poco dopo un'unità delle Fiamme gialle è giunta al molo Favaloro con a bordo 19 tunisini, tutti uomini. Il barchino su cui viaggiavano, un'imbarcazione in vetroresina di 8 metri circa, è stata intercettata a circa 7 miglia dalla più grande delle Pelagie. Tutti, dopo i primi accertamenti sanitari, sono stati condotti nell'hotspot di contrada Imbriacola. Nella struttura, che può accogliere circa 250 persone, si trovano al momento 757 ospiti.

A Lampedusa uno all'ora, riporta la nave di Medici di senza Frontiere, tornata nel Mediterraneo con la nave battente bandiera norvegese. In tre giorni la Geo Barents ha soccorso oltre 400 migranti davanti alle coste libiche; altri 500 circa sono approdati oggi a Lampedusa in 12 sbarchi consecutivi, con la conseguenza di riempire nuovamente l'hotspot dell'isola. Con l'arrivo dell'estate e il miglioramento delle condizioni meteo riprendono le traversate di migranti dal Nord Africa verso le coste siciliane. Barconi con centinaia di profughi in fuga dall'inferno libico o barchini con al massimo una decina di persone partiti dalla Tunisia in cerca di un futuro migliore.

Tra di loro molte donne ma sopratutto tantissimi bambini, la maggior parte dei quali senza genitori. A bordo della nave Msf, che in tre giorni ha già compiuto sette interventi di soccorso, i minori sono 99, quasi tutti non accompagnati. Altri 40 sono partiti questa sera da Lampedusa sul traghetto di linea diretto a Porto Empedocle, da dove verranno trasferiti al Centro di accoglienza della vicina Siculiana. Proprio la presenza massiccia dei bambini, che i genitori affidano ad altri compagni di sventura nella speranza che almeno i loro figli riusciranno a sfuggire alle persecuzioni e alla miseria, costituisce l'aspetto più drammatico di questa emergenza infinita che ormai è diventata "ordinaria".

Così davanti alle coste di Lampedusa le motovedette continuano senza sosta a soccorrere le imbarcazioni cariche di migranti che vengono trasferiti prima all'hotspot, nuovamente al collasso per mancanza di posti, e poi sulle navi quarantena che si danno il cambio in rada. Al largo delle coste libiche sta invece operando l'unica nave delle Ong rimasta nel Mediterraneo, dopo che nei giorni scorsi altre quattro (Sea Watch  3, Sea Watch 4, Open Arms e Sea Eye) sono state sottoposte a fermo amministrativo per contestazioni burocratiche. La Geo Barents, noleggiata da Msf in Norvegia, nel corso del primo intervento di soccorso avvenuto giovedì scorso è stata minacciata via radio dalle autorità libiche. La nave, che pur essendo attrezzata con personale medico e operatori umanitari non può rimanere a lungo in queste condizioni, è adesso in attesa che le venga assegnato un "porto sicuro". E le 400 persone a bordo, compreso un centinaio di bambini, attendono ancora di conoscere se e quando potranno sbarcare in Italia.

Sbarchi a Crotone
Un'imbarcazione di 14 metri con a bordo 73 migranti, tutti maschi, di cui 25 minori, di nazionalità egiziana, irachena, iraniana, e cittadini ucraini, è arrivata nel porto di Crotone scortata da personale della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto. Dopo le prime operazioni, di identificazione con foto e screening sanitario da parte del personale medico, 66 persone sono state portate da personale della Questura nel Regional Hub "S. Anna" di Isola Capo Rizzuto. 2 cittadini ucraini, ritenuti gli scafisti del viaggio ed alcuni cittadini egiziani sono stati trattenuti per accertamenti
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