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MONDO

Emergenza Immigrazione

Migranti, Ue: "Accordi ad hoc con sette paesi di origine e transito"

Accordi innanzi tutto con Giordania e Libano, che ospitano già grandi campi profughi, poi la Tunisia e la Libia; infine cinque paesi africani da cui spesso partono soprattutto i migranti economici: Niger, Nigeria, Senegal, Mali ed Etiopia

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La Commissione europea ha adottato oggi, nella sua riunione a Strasburgo - e presentato immediatamente dopo al Parlamento europeo - una proposta per una nuova strategia di partenariato con i paesi di origine e di transito dei flussi migratori che "incorpora", in gran parte, i suggerimenti e le idee del "Migration Compact" proposto dal governo italiano il 15 aprile scorso.

In sostanza, l'Esecutivo comunitario propone di ridestinare nei prossimi cinque anni a questa nuova strategia 8 miliardi di euro di fondi Ue, in gran parte già stanziati soprattutto per la politica di cooperazione e sviluppo e per la politica di vicinato. La strategia sarà articolata in un "quadro di partenariati" ("Partenrship Framework") comprendente una serie di accordi su misura (chiamati proprio "migration compact" come nella proposta italiana) che saranno negoziati in modo coordinato dall'Ue e dagli Stati membri per ora con alcuni paesi medio orientali e africani di origine e di transito dei migranti, o che ospitano un numero rilavante di profughi: innanzi tutto con Giordania e Libano, che ospitano già grandi campi profughi e meritano senz'altro un maggiore sostegno soprattutto economico da parte dell'Ue; poi la Tunisia, unica vera democrazia uscita dalle "primavere arabe", e anche la Libia, sperando che nel frattempo si stabilizzi politicamente e si consolidi il neonato governo di unità nazionale; infine cinque paesi africani da cui spesso partono soprattutto i migranti economici: Niger, Nigeria, Senegal, Mali ed Etiopia.

Gli accordi conterranno incentivi e disincentivi in termini commerciali, di aiuti allo sviluppo e di politica di visti (come con la Turchia) e di ingressi legali di migranti nei paesi Ue per i cittadini dei paesi interessati. A più lungo termine, la Commissione propone anche di creare una sorta di "Piano Juncker" per gli investimenti nelle infrastrutture di quei paesi, con la partecipazione della Bei (Banca europea degli investimenti), garantendo con 3,1 miliardi di fondi Ue finanziamenti privati che si spera possano arrivare fino a 60 miliardi di euro (così come il Piano Juncker ambisce a raccogliere 315 miliardi di euro con garanzie pari a 21 miliardi, di cui 5 della Bei).

Preparata congiuntamente dal primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, e dall'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, questa strategia per una coerente politica migratoria esterna era stata annunciata nell'aprile scorso dal capo dell'Esecutivo Ue, Jean-Claude Juncker, nella sua risposta alla lettera con cui il premier italiano Matteo Renzi aveva accompagnato l'invio a Bruxelles della proposta del "Migration Compact".
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