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ITALIA

Recuperato il relitto del naufragio del 18 aprile 2015

Migranti, continuano gli sbarchi sulle coste del Mediterraneo

Altri sbarchi in Sicilia, Calabria e nel Salento: arrivate sulle coste italiane più di 1000 persone in due giorni. A Pozzallo fermati anche 3 presunti scafisti

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Eritrei, etiopi, afgani e somali. Continuano ad arrivare sulle coste italiane, a bordo della navi della marina o delle associazioni umanitarie, i profughi in fuga dal Medioriente e dall’Africa sub-sahariana. Con l’arrivo dell’estate gli sbarchi di migranti in viaggio attraverso il Mediterraneo diventano ogni giorno più frequenti. Molti dei rifugiati che arrivano sono minorenni, spesso non accompagnati.
 
Corigliano Calabro, lo sbarco dei 500
Approdato oggi nel porto di Corigliano Calabro la nave "Roisin" della Marina militare irlandese aveva a bordo 498 migranti soccorsi al largo delle coste libiche. Tra questi, accolti a terra dal dispositivo di assistenza coordinato dalla Prefettura di Cosenza con la partecipazione delle forze dell'ordine e delle associazioni di volontariato, ci sono 71 donne, di cui tre incinte, e 91 minori molti dei quali non accompagnati. I profughi provengono da Nigeria, Mali, Eritrea, Etiopia, Ghana e Camerun. Cento di loro erano stati soccorsi due giorni fa dalla nave Diciotti. Che li ha affidati poi all'unità della Marina irlandese. Completate le operazioni di accoglienza e prima assistenza i migranti, esclusi i minori arrivati solo, verranno distribuiti in strutture sparse per il Paese. 
 
Il veliero del Salento, soccorse 51 persone
Un'imbarcazione a vela, con un bialbero di circa 20 metri e a bordo 51 di migranti di varie nazionalità, è stata intercettata e soccorsa dopo aver lanciato un sos a circa sei miglia da Castro, sulla costa adriatica del Salento. Sul posto sono arrivati due mezzi della Capitaneria di porto di Gallipoli, sui quali sono stati portati gli immigrati poi condotti al Centro di prima accoglienza don Tonino Bello di Otranto per le procedure di identificazione e assistenza. Si tratta di 35 uomini, quattro donne e 12 bambini di presunta nazionalità somala, afgana, irachena e pachistana.
 
Palermo, 753 migranti salvati in 7 interventi
Solo ieri in Sicilia, la Gurdia costiera aveva tratto in salvo  753 i migranti tratti in salvo nel corso di sette distinte operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale operativa romana del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. I migranti si trovavano a bordo di sei gommoni e di una piccola imbarcazione. Hanno preso parte ai soccorsi la Nave Diciotti della Guardia costiera, le Navi Margottini e Aliseo della Marina Militare per l’operazione  ‘Mare sicuro’, l'unità militare olandese Van Amstel per Frontex, la nave del’ong Sea Watch 2 e la nave Aquarius di SOS Mediterrane'e. 

Oggi invece sono 535 i migranti soccorsi questa mattina in tre diverse operazioni - coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera - nel Canale di Sicilia, in un tratto di mare a nord delle coste libiche. Erano a bordo di due gommoni e un barcone. Sono tuttora in corso altre tre operazioni di soccorso.
 
Sbarco Pozzallo, fermati tre scafisti
Due nigeriani e un gambiano sono stati arrestati, con l'accusa di essere scafisti, dalla polizia a Pozzallo. Qui ieri erano sbarcate 375 persone. I migranti, tra cui 44 donne e 40 minori non accompagnati, erano partiti dalla Libia a bordo di quattro gommoni. Proseguono intanto le indagini per identificare gli altri scafisti. Le testimonianze anche in questo caso sono state fondamentali per individuare gli accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Uno dei presunti scafisti aveva già tentato l'ingresso in Italia pochi mesi fa ma era stato espulso:  ora il cittadino nigeriano è stato arrestato. Solo nel 2016 nell'hotspot di Pozzallo hanno già fatto ingresso 8.540 migranti in 23 sbarchi.
 
Naufragio 2015, recuperato il relitto
Agganciato a 370 metri di profondità, è stato recuperato ieri il relitto del peschereccio inabissatosi il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia con 800 migranti a bordo. Il naufragio dell’anno scorso era stato uno dei più gravi del Mediterraneo. Lo scafo, spiega la Marina militare, è stato sollevato dal fondale marino verso la superficie trainato dalla nave "Ievoli Ivory". Il peschereccio, trasportato nella rada di Augusta con l’aiuto di sommozzatori e vigli del fuoco, sarà collocato all'interno di una grande tensostruttura. Qui potrà cominciare il recupero delle salme.
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