TENDENZE
Appuntamento dedicato al mondo dei capi d'annata
Milano, quando il passato fa tendenza. Alla vintage week la moda è retro'
Gli abiti la fanno da padrone, il budget si aggira intorno ai 100 euro, i curiosi accompagnano gli appassionati. Nel capoluogo lombardo una manifestazione dedicata al vintage
di Annalisa FantilliMilano
Capita di incontrare chi stabilisce il prezzo di una borsa misurando i centimetri della stoffa impiegata e chi presta gli abiti del proprio archivio ai grandi stilisti affinché possano lasciarsi ispirare dalla moda che fu. Sono i vintagisti. Profilo difficile da definire: curiosi, appassionati, poco inclini a parlare di soldi perché gli oggetti hanno "prima una storia e poi un prezzo".
Tanti di loro si sono incontrati alla Milano Vintage Week per spiegare che vintage "non è mai vecchio, ma d'annata" e che "non importa che l'oggetto sia di un noto brand; è essenziale l'ottima qualità". E se a dirlo è colui che per primo si è messo a fare il vintagista in Italia, Angelo Caroli, viene da credere che lo stile e l'unicità siano il collante tra passato e presente. E perché no anche con il futuro. Tanti infatti i giovani che si aggirano in quest'evento, che oltre alla mostra mercato offre spunti di riflessione soprattutto sugli Anni '50, '60, '70. Perché sia Vintage - ribadisce Andrea Franchi che organizza la kermesse - "l'oggetto deve avere almeno 20, 25 anni".
Ne hanno molti di più gli abiti della mostra "I grandi sarti italiani e quell'ineffabile desiderio di bellezza", ne ha molti di più la storia di Elizabeth Arden presentata attraverso le campagne pubblicitarie dell'epoca. "Distribuiva i rossetti rossi alle suffragette e realizzò una pubblicità in cui le donne soldato erano truccate: perché difendere la patria non significa smettere di essere donna", ricorda Carmela Boccomino che lavora per il brand cosmetico.
Il budget per chi compra è di circa 100 euro, le borse sono l'oggetto del desiderio delle donne. Borse che costano da qualche decina di euro a 3 mila euro come nel caso di note firme. E su questo gli appassionati danno una dritta: "I grandi classici di una maison si possono trovare anche nei negozi vintage, a un prezzo spesso inferiore rispetto alla casa ufficiale". Bisogna solo sentirsi pronti a indossare anche la storia che il capo racchiude.
Tanti di loro si sono incontrati alla Milano Vintage Week per spiegare che vintage "non è mai vecchio, ma d'annata" e che "non importa che l'oggetto sia di un noto brand; è essenziale l'ottima qualità". E se a dirlo è colui che per primo si è messo a fare il vintagista in Italia, Angelo Caroli, viene da credere che lo stile e l'unicità siano il collante tra passato e presente. E perché no anche con il futuro. Tanti infatti i giovani che si aggirano in quest'evento, che oltre alla mostra mercato offre spunti di riflessione soprattutto sugli Anni '50, '60, '70. Perché sia Vintage - ribadisce Andrea Franchi che organizza la kermesse - "l'oggetto deve avere almeno 20, 25 anni".
Ne hanno molti di più gli abiti della mostra "I grandi sarti italiani e quell'ineffabile desiderio di bellezza", ne ha molti di più la storia di Elizabeth Arden presentata attraverso le campagne pubblicitarie dell'epoca. "Distribuiva i rossetti rossi alle suffragette e realizzò una pubblicità in cui le donne soldato erano truccate: perché difendere la patria non significa smettere di essere donna", ricorda Carmela Boccomino che lavora per il brand cosmetico.
Il budget per chi compra è di circa 100 euro, le borse sono l'oggetto del desiderio delle donne. Borse che costano da qualche decina di euro a 3 mila euro come nel caso di note firme. E su questo gli appassionati danno una dritta: "I grandi classici di una maison si possono trovare anche nei negozi vintage, a un prezzo spesso inferiore rispetto alla casa ufficiale". Bisogna solo sentirsi pronti a indossare anche la storia che il capo racchiude.