SPORT
La gara
Motogp, a Valencia è il giorno della verità: alle 14.00 Valentino contro Lorenzo
Lo spagnolo, indietro di 7 punti in classifica, partirà dalla pole grazie al nuovo record della pista ottenuto ieri. Rossi, caduto in qualifica, dall'ultima fila: “Situazione disperata, ci vuole velocità e un po’ di c...”
"La situazione è abbastanza disperata", dice Valentino Rossi alla vigilia della resa dei conti con Jorge Lorenzo. Persino la qualifica che non contava nulla è andata malissimo con Lorenzo autore di un giro super che, oltre alla pole, gli è valso il nuovo record della pista mentre Valentino, che sarebbe comunque partito ultimo, è caduto. Una scivolata che non ha danneggiato la moto né cambiato il risultato, ma che dal punto di vista psicologico non fa bene al pesarese.
"Serviranno pochi rischi e fare presto, velocità e un po' di culo!" ha aggiunto 'il dottore'. "Purtroppo dipenderà da tante cose - ha spiegato il 9 volte iridato - in tanti vanno forte, il mio passo sarà importante, 30 giri sono molti, dovrò partire molto bene e prendermi i rischi giusti, però senza esagerare. Posso solo concentrarmi sul mio passo e poi vedremo dove saranno quelli davanti. Se fossi partito davanti avrei potuto pianificare una strategia, così invece.... Partendo 26° sinceramente faccio un po' fatica a capire dove posso arrivare. Il podio? Praticamente impossibile".
Le qualifiche
Rossi ha poi raccontato così le sue qualifiche: "Purtroppo ho sofferto al pomeriggio rispetto alla mattina - ha detto - faticavo a guidare, abbiamo fatto una modifica in qualifica ma non mi è piaciuta, stavo facendo un buon giro ma ho sbagliato, ma non cambia tanto per la gara. Il miglior rendimento al mattino? Il fatto è che dipende dalle temperature: la mattina le gomme lavorano meglio e ho più aderenza, al pomeriggio le gomme si scaldano e si soffre di più. Bisognerebbe correre la mattina alle 10...".
Il 'feeling' con il circuito valenciano
La pista di Valencia è piuttosto stretta e non è facile superare nel circuito dove i due piloti Yamaha non hanno avuto sempre vita facile al contrario dei due piloti Honda.
Rossi, da quando corre in MotoGP, ossia dal 2002, ha vinto a Valencia nel 2003 e nel 2004. Si è qualificato 2° nel 2002, anno di esordio della nuova classe regina, nel 2009, ultimo anno in cui ha vinto un titolo mondiale e lo scorso anno. Il pesarese è salito sul grandino più basso del podio nel 2005, nel 2008 e nel 2010; nelle altre stagioni è caduto (due volte) e in tre occasioni ha chiuso oltre il 4° posto. Nelle ultime quattro gare è arrivato 2° in Giappone e 3° ad Aragon e in Malesia.
Lorenzo nel suo anno di debutto nella classe regina nel 2008 si è classificato 8° a Valnecia, l’anno successivo ha chiuso la gara col 2° posto per poi vincere sia nel 2010 che nel 2013; meno felici i risultati del 2014 e del 2012 quando è finito a terra. Dopo la vittoria ad Aragon, è stato 3° in Giappone per poi collezionare una doppietta di 2° posti in Australia e Malesia.
Rossi campione se:
Le speranze di Rossi sono racchiuse in un sorpasso ai danni di Lorenzo, in una sua caduta e in altre dieci combinazioni favorevoli. Per laurearsi campione del mondo per la decima volta, il pilota pesarese non ha alternative. Con il maiorchino davanti, i punti assegnati ai piloti al termine di ogni MotoGp garantiscono il primo posto nella classifica generale in 10 casi che permetterebbero di mantenere almeno uno dei 7 punti di vantaggio accumulati sul compagno di squadra. Bisogna tener presente che in caso di arrivo a pari punti (accadrebbe con lo spagnolo 2° e Rossi 4°) Lorenzo porterebbe a casa il titolo in virtù del maggior numero di vittorie in stagione (6 a 4).
Ecco le dieci situazioni favorevoli al pesarese, alle quali bisogna aggiungere un miglior piazzamento rispetto a Lorenzo o una sua caduta:
Lorenzo si piazza secondo, Rossi deve salire sul gradino più basso del podio.
Lorenzo è terzo classificato, Rossi può chiudere al sesto posto.
Lorenzo arriva quarto, Rossi giunge al massimo nono.
Lorenzo si classifica quinto, Rossi può chiudere in undicesima posizione.
Lorenzo arriva sesto, Rossi deve classificarsi nei primi dodici.
Lorenzo è settimo, Rossi non può andare sotto il tredicesimo posto.
Lorenzo taglia il traguardo in ottava posizione, Rossi è almeno 14esimo.
Lorenzo chiude nono, Rossi arriva non più sotto della 15esima piazza.
Lorenzo giunge decimo o fa peggio, a Rossi basta tagliare il traguardo.
"Serviranno pochi rischi e fare presto, velocità e un po' di culo!" ha aggiunto 'il dottore'. "Purtroppo dipenderà da tante cose - ha spiegato il 9 volte iridato - in tanti vanno forte, il mio passo sarà importante, 30 giri sono molti, dovrò partire molto bene e prendermi i rischi giusti, però senza esagerare. Posso solo concentrarmi sul mio passo e poi vedremo dove saranno quelli davanti. Se fossi partito davanti avrei potuto pianificare una strategia, così invece.... Partendo 26° sinceramente faccio un po' fatica a capire dove posso arrivare. Il podio? Praticamente impossibile".
Le qualifiche
Rossi ha poi raccontato così le sue qualifiche: "Purtroppo ho sofferto al pomeriggio rispetto alla mattina - ha detto - faticavo a guidare, abbiamo fatto una modifica in qualifica ma non mi è piaciuta, stavo facendo un buon giro ma ho sbagliato, ma non cambia tanto per la gara. Il miglior rendimento al mattino? Il fatto è che dipende dalle temperature: la mattina le gomme lavorano meglio e ho più aderenza, al pomeriggio le gomme si scaldano e si soffre di più. Bisognerebbe correre la mattina alle 10...".
Il 'feeling' con il circuito valenciano
La pista di Valencia è piuttosto stretta e non è facile superare nel circuito dove i due piloti Yamaha non hanno avuto sempre vita facile al contrario dei due piloti Honda.
Rossi, da quando corre in MotoGP, ossia dal 2002, ha vinto a Valencia nel 2003 e nel 2004. Si è qualificato 2° nel 2002, anno di esordio della nuova classe regina, nel 2009, ultimo anno in cui ha vinto un titolo mondiale e lo scorso anno. Il pesarese è salito sul grandino più basso del podio nel 2005, nel 2008 e nel 2010; nelle altre stagioni è caduto (due volte) e in tre occasioni ha chiuso oltre il 4° posto. Nelle ultime quattro gare è arrivato 2° in Giappone e 3° ad Aragon e in Malesia.
Lorenzo nel suo anno di debutto nella classe regina nel 2008 si è classificato 8° a Valnecia, l’anno successivo ha chiuso la gara col 2° posto per poi vincere sia nel 2010 che nel 2013; meno felici i risultati del 2014 e del 2012 quando è finito a terra. Dopo la vittoria ad Aragon, è stato 3° in Giappone per poi collezionare una doppietta di 2° posti in Australia e Malesia.
Rossi campione se:
Le speranze di Rossi sono racchiuse in un sorpasso ai danni di Lorenzo, in una sua caduta e in altre dieci combinazioni favorevoli. Per laurearsi campione del mondo per la decima volta, il pilota pesarese non ha alternative. Con il maiorchino davanti, i punti assegnati ai piloti al termine di ogni MotoGp garantiscono il primo posto nella classifica generale in 10 casi che permetterebbero di mantenere almeno uno dei 7 punti di vantaggio accumulati sul compagno di squadra. Bisogna tener presente che in caso di arrivo a pari punti (accadrebbe con lo spagnolo 2° e Rossi 4°) Lorenzo porterebbe a casa il titolo in virtù del maggior numero di vittorie in stagione (6 a 4).
Ecco le dieci situazioni favorevoli al pesarese, alle quali bisogna aggiungere un miglior piazzamento rispetto a Lorenzo o una sua caduta:
Lorenzo si piazza secondo, Rossi deve salire sul gradino più basso del podio.
Lorenzo è terzo classificato, Rossi può chiudere al sesto posto.
Lorenzo arriva quarto, Rossi giunge al massimo nono.
Lorenzo si classifica quinto, Rossi può chiudere in undicesima posizione.
Lorenzo arriva sesto, Rossi deve classificarsi nei primi dodici.
Lorenzo è settimo, Rossi non può andare sotto il tredicesimo posto.
Lorenzo taglia il traguardo in ottava posizione, Rossi è almeno 14esimo.
Lorenzo chiude nono, Rossi arriva non più sotto della 15esima piazza.
Lorenzo giunge decimo o fa peggio, a Rossi basta tagliare il traguardo.