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ITALIA

Cominceranno le procedure di identificazione delle salme

Naufragio 2015, nel relitto quasi 300 corpi di migranti

Nel porto di Augusta un equipe cercherà di dare un nome alle vittime del naufragio dell'aprile 2015, il più tragico del Mediterraneo. L'ufficiale di Marina Pietro Covino: "Non era mai stato fatto il recupero di un peschereccio di tali dimensioni"

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Una carcassa di ferro arrugginito con centinaia di corpi a bordo. Ha fatto il suo ingresso nella rada di Augusta, poco prima di mezzogiorno, il relitto del peschereccio inabissatosi il 18 aprile di un anno fa, con circa 700 cadaveri di migranti imprigionati nella stiva. Sono i resti di in uno dei naufragi più terribili del Mediterraneo. L’imbarcazione è stata trasportata al porto dalla nave 'Ievoli Ivory', dopo che tre giorni fa era stata agganciata a 370 meti di profondità e sollevata dal fondale marino.
 
Secondo il controammiraglio della Marina militare Pietro Covino, che ha condotto l’operazione, all’interno del relitto dorebbero esserci ancora tra i 250 ed i 300 corpi di migranti. Questo verrà ora sistemato sul pontile Nato di Melilli, in una tensostruttura refrigerata, per procedere con il recupero e l’identificazione delle salme. Se ne occuperano i vigili del fuoco e della Croce rossa.

I corpi saranno poi esaminati da esperti sanitari di varie università allo scopo di acquisire informazioni utili a creare un network a livello europeo che permetta di risalire all'identità delle vittime attraverso l'incrocio dei dati. Le autopsie, coordinate dell'equipe di Cristina Cattaneo dell'Università di Milano, saranno gratuite.
 
"Non era mai stato fatto un recupero di un peschereccio di tali dimensioni e a una profondità di circa 400 metri: è stata un'operazione complessa", ha detto l’ammiraglio Covino. Le fasi principali dell’intervento, ha spiegato, sono state tre: "la prima, che si è conclusa ad ottobre, con l'ispezione del relitto per verificarne la struttura, le  dimensioni e le reali capacità di sostenere la presa per riportarlo in  superficie. La seconda - ha aggiunto – la progettazione e la realizzazione del modulo di recupero, che si è conclusa a dicembre. L'ultima fase è stata la mobilitazione dei mezzi, ovvero  l'allestimento su una nave di tutte le attrezzature necessarie per il  recupero".
 
Una macchina imponente quella smobilitata per il recupero del relitto, costata alla Presidenza del Consiglio circa 95 milioni di euro. Ora si proverà finalmente a capire quante persone persero la vita in quella tragedia del Mediterraneo. Finora la stima delle vittime del naufragio era di circa 700, comprendendo anche i dispersi, il cui numero però non è mai stato accertato.
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