SALUTE
Prof. Maria Paola Landini, dir. microbiologia Ospedale S.Orsola Malpighi Bologna
Malattie infettive: "Nel mondo 2 miliardi positivi tbc. Il 5% non risponde ai farmaci"
Era praticamente scomparsa dall'Europa, la tubercolosi sta tornando anche da noi, associata alla povertà di immigrati e non. Interessa in forma latente un terzo della popolazione mondiale, preoccupanti i casi di resistenza ai farmaci

Lei ha ragione e serve fare informazione e mettere la popolazione in allerta anche per tanti altri agenti infettivi che, nel complesso, sono ben più presenti tra di noi che il virus di Ebola. Il fatto è che per Ebola non abbiamo, anzi non avevamo, alcuna cura e la letalità è alta, mentre per le Epatiti virali e per la tubercolosi i casi sono tantissimi, ma il decorso è lungo, entrambe tendono a cronicizzare e i farmaci giusti ci sono. I numeri che lei cita per la TBC sono giusti, ma si riferiscono esclusivamente alla infezione attiva, cioè quella contagiosa ( i batteri vengono eliminati con la tosse e il paziente sta male). Inoltre si deve sapere che si stima ci siano oltre 2 miliardi di persone al mondo che hanno una infezione “latente”, cioè stanno bene, non sono contagiose ma il batterio tubercolare è presente in forma “addormentata” e, nel corso della loro vita, possono sviluppare una infezione attiva e contagiosa. Rappresentano, quindi, un vero e proprio enorme serbatoio batterico.
La tubercolosi era una malattia quasi del tutto estinta in Europa, i vecchi sanatori di cui era ricca anche l’Italia sono stati chiusi e riconvertiti: adesso è tra le malattie emergenti. Come mai?
Fino agli anni 80 in Italia i casi di tubercolosi si riscontravano quasi esclusivamente negli anziani poiché una infezione latente, con la vecchiaia tende a riattivarsi. La situazione è cambiata da quando i flussi migratori ci hanno portato tanti giovani provenienti da Paesi dove la TBC è molto più diffusa che da noi. Non dimentichiamoci che al mondo le tre infezioni più diffuse, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, sono la malaria, la TBC e l’infezione da HIV.
Progressivamente nel nostro Paese stiamo assistendo ad un cambiamento nella epidemiologia della TBC, cioè sono calati gli anziani malati e sono in aumento i casi tra igiovani ( principalmente ma non esclusivamente, stranieri). In generale la TBC in Italia è in leggerissimo aumento. A Bologna, ad esempio, abbiamo un centinaio di casi attivi l’ anno, pochi di più rispetto ad una decina di anni fa. In Italia sono oltre 5000 casi l’ anno. Del tutto sconosciuto è il numero dei casi di TBC latente in quanto non vengono più fatti i programmi di screening nelle scuole come nel passato.
Ancora più letale la tubercolosi quando è in forma opportunistica, attaccando per esempio i malati di AIDS.
La TBC attiva è una malattia principalmente associata alla povertà perché la povertà porta malnutrizione, scarsa igiene, disagio psicologico ed è aumentata enormemente nei Paesi in guerra. Tutti questi fattori comportano una riduzione della risposta immunitaria che non riesce più a contrastare l’ infezione batterica che, quindi, prende il sopravvento.
Per lo stesso motivo la TBC attiva è anche molto frequente nei soggetti con l’ AIDS. Questo è un problema che in Italia è poco frequente grazie alla terapia antiretrovirale che riesce a controllare bene il virus dell’ HIV. Diverso è il discorso in Africa dove oltre 90 milioni di persone sono infettate da HIV e la terapia non è disponibile per tanti. L’ associazione tra le due infezioni è una delle cause principali di morte in quei Paesi.
E ci sono anche forme di batteri tubercolari resistenti agli antibiotici?
Si, purtroppo ci sono ceppi batterici (in Italia circa il 5%) che sono resistenti ai due principali antibiotici, la rifampicina e l’ isoniazide. La terapia di forme infettive causate da batteri sensibili, nonostante sia lunga e richieda costanza nell’assunzione delle medicine, è risolutiva, ha scarsi effetti collaterali ed è anche di basso costo. La terapia, invece, delle forme multi-resistenti richiede farmaci che hanno effetti collaterali maggiori, devono essere assunti per molto più tempo e non sempre sono risolutivi. Inoltre costano molto di più.
Come si contrae la tubercolosi, e come ci si accorge di esserne malati?
La tubercolosi si contrae per via respiratoria, ma serve un contatto stretto e prolungato in ambienti chiusi (convivenza di tipo famigliare, scolastica, lavorativa…).
I segni di una TBC attiva sono il dimagrimento, la sudorazione notturna, la tosse prolungata e la febbricola. La TBC latente, invece, non da sintomi e questo è un problema perché si può rilevare solamente attraverso test diagnostici. Anche questa forma, se diagnosticata, è curabile con una adeguata terapia.
Si guarisce? E quali danni restano all’apparato respiratorio?
Sì, si guarisce da entrambe le forme ( attiva e latente) se queste vengono diagnosticate e trattate opportunamente. I danni dipendono da quanto estesa era l'infezione attiva al momento della diagnosi e della cura. Più tardi ciò avviene, peggio è. Nei casi più avanzati e difficili da trattare, si può arrivare anche alla rimozione chirurgica di un polmone.
Esiste un vaccino?
Si, è il cosiddetto vaccino BCG, ma la sua efficacia è molto modesta per cui non viene neanche più somministrato nelle categorie a maggior rischio come sono gli operatori sanitari. Altri vaccini sono in studio, ma non ancora validati.