MONDO
La situazione dopo la tregua
Netanyahu: "Hamas non ha ottenuto nulla: nessuna sua richiesta soddisfatta"
Nonostante Netanyahu abbia parlato di Hamas che "ha patito il colpo più duro dalla sua fondazione sia sul piano militare che su quello politico”, secondo un sondaggio la maggior parte degli israeliani non ritiene che Tel Aviv abbia vinto a Gaza

Dopo aver esordito affermando che Israele ha ottenuto grossi successi militari e politici su Hamas con l'operazione a Gaza, il leader israeliano non si è sbilanciato aggiungendo che “è ancora presto per poter stabilire se sia stato effettivamente raggiunto un periodo prolungato di calma". Netanyahu ha ricordato che le forze militari di Tel Aviv “hanno ucciso quasi mille terroristi nemici” e poi ha aggiunto: “Hamas ha patito il colpo più duro dalla sua fondazione sia sul piano militare che su quello politico”.
Netayahu ha poi aperto ad Abu Mazen: "Saremmo felici di vedere le forze di Abu Mazen entrare a Gaza – ha detto – ma deve decidere da che parte sta. Noi speriamo che continui a sostenere un accordo di pace con Israele", mentre Hamas, ha rilevato il premier israeliano, "vuole la nostra distruzione".
Nonostante le parole di Netanyahu descrivano una vittoria, la maggior parte degli israeliani ritengono che Israele non abbia vinto a Gaza. Un sondaggio della tv Canale 2 mostra che per l’83% degli intervistati la prestazione delle forze militari è stata buona, ma per il 59% quella del premier israeliano non lo è stata. E sempre per il 59% degli intervistati Israele “non ha vinto” il conflitto nella Striscia.
Una tregua quella raggiunta, insomma, che non soddisfa completamente, né Israele, né Hamas e neppure la diplomazia dell’Egitto di al Sisi che l’ha definita un successo intermedio (poiché l’obiettivo sarebbe quello di un’intesa politica). In ogni caso il risultato è inequivocabile: dopo 50 giorni di combattimenti la tregua tra Israele e Gaza regge. Entro un mese, ha spiegato Il Cairo, le parti si rivedranno per proseguire la trattativa per un accordo più ampio e stabile.
Intanto Israele ha riaperto il valico di Erez con la Striscia: permessi speciali ai malati, ai commercianti e ai palestinesi di Gaza. Ridotta anche la "zona di interdizione": agli agricoltori palestinesi viene consentito di avvicinarsi fino a 100 metri dal confine. Per i pescatori, la zona autorizzata torna a 6 miglia marine. Fra un mese passerà a 12.