ECONOMIA
Mercati
Nexi vola, voci di accordo con intesa. Giù Atlantia per i documenti sul ponte Morandi

Oggi sono attesi quelli di Target, nei giorni scorsi Walmart ha visto i ricavi trimestrali salire più del previsto. Ma a polarizzare l’attenzione dei mercati c'è ancora una volta il tema della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Ieri c'è stato poi un voto del Senato americano in appoggio ai dimostranti di Hong Kong, voto dopo il quale Pechino ha minacciato ritorsioni. il presidente Trump ha detto che senza un accordo i nuovi dazi previsti per dicembre saranno confermati e potranno essere ancora più alti. Il clima è reso più teso dal tweet del direttore del Global Times, vicino ai vertici di Pechino. «Pochi credono alla possibilità che Cina e Stati Uniti chiudano l’accordo a breve”, ha scritto. I riflessi della guerra commerciale si vedono nei dati dell’economia reale. In Giappone a ottobre le esportazioni sono scese del 9,2%, il dato più alto degli ultimi tre anni e peggio delle previsioni (-7,6%). Su questo calo incide la disputa commerciale tra Tokyo e Seul attorno al settore dei semiconduttori. Hanno reagito negativamente tutte le borse asiatiche, con discese dello 0,67% per l'indice Nikkei 225 di Tokyo, di poco meno di un punto per Shanghai e Hong Kong e di poco più di un punto per il Kospi di Seul. Anche oggi sotto osservazione lo spread. Ieri il differenziale tra Btp e Bund è risalito di 5 punti base, a 158 punti. In apertura rimane stabile, con il rendimento del Btp decennale all'1,20%. Tra i principali settori a Piazza Affari scendono soprattutto automotive, banche e oil & gas. Miglior titolo Nexi (+3,38%): questa mattina Il Messaggero ha scritto che Intesa Sanpaolo sta studiando l'ingresso nell'azionariato di Nexi con il 30-40%, in cambio del conferimento della propria divisione acquiring, il servizio che consente agli esercenti di accettare i pagamenti dei clienti. Nexi ha poi precisato che si tratta di contatti preliminari. Chiudono la classifica del Ftse Mib Prysmian, Banco Bpm e Atlantia, la quale perde il 3,38 per cento. Questo dopo che La Repubblica ha scritto che tra i documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza nelle sedi di Autostrade per l’Italia e di Atlantia ci sarebbero documenti di di programmazione del rischio che dal 2014 al 2016 davano il Morandi «a rischio di crollo». Sulla vicenda Alitalia la società ha poi deciso, nel cda di ieri, di fare un passo indietro. «Allo stato non si sono ancora realizzate le condizioni necessarie per l'adesione della società al consorzio finalizzato alla presentazione di un'eventuale offerta vincolante su Alitalia», si legge in una nota.