POLITICA
Mole emendamenti in vista su delega riforma
Intercettazioni, Orlando: "Non c'è volontà di colpire stampa"
Il ministro della Giustizia ha commentato l'emendamento Pagano sulle intercettazioni, che prevede la reclusione fino a 4 anni per chi diffonda conversazioni registrate in modo fraudolento, e ha parlato della possibiltà di introdorre una clausola di salvaguardia per i giornalisti. Intanto arriva emendamento Pd: "No carcere per giornalisti"

Riguardo alla possibilità di una clausola di salvaguardia per i giornalisti, il ministro Orlando ha precisato: "Mi sembra che si stia andando in questa direzione, era quello che avevamo auspicato, cercando di spiegare meglio i caratteri delle attività fraudolente e quindi anche quali sono i soggetti titolati a esercitare un qualche modo a quella funzione. Quella ed un ritocco della pena - ha aggiunto - possono dare una risposta compiuta a una polemica, forse eccessiva e che comunque merita attenzione".
Intanto alla Camera ha terminato i lavori sull'esame della legge delega sulla riforma del processo penale. La discussione con votazione sul disegno di legge riprenderà domani in aula alle 15.
Le opposizioni sono pronte all'ostruzionismo. E anche parte del Pd si prepara a chiedere una modifica delle norme sulle intercettazioni. Domani - prima dell'inizio dei lavori dell'aula della Camera - si riunisce il "comitato dei nove" per prendere atto delle proposte di modifica al disegno di legge di riforma.
Verini ed Ermini, deputati del Pd, hanno presentato un emendamento teso a fugare ogni dubbio che questa sia una "legge bavaglio" per la stampa, accusa sollevata dal M5S. Il testo dell'emendamento recita: Occorre "prevedere che costituisca delitto, punibile con la reclusione non superiore a quattro anni, la diffusione al solo fine di recare danno alla reputazione o all'immagine altrui, di riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche, svolte in sua presenza ed effettuate fraudolentemente. La punibilita è esclusa quando le registrazioni o le riprese sono utilizzabili nell'ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario o per l'esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca".
Considerata la valanga di emendamenti in preparazione e la anunciata dura battaglia ostruzionistica che già venerdì ha portato M5s a occupare la commissione in combinato con l'assenza di contingentamento di tempi per l'esame della legge delega, il rinvio a settembre-ottobre dell'esame da parte della maggioranza, è tutt'altro che peregrino per evitare ingolfamenti della Camera nella manciata di sedute rimaste prima della pausa estiva.
Oggi il Procuratore Gratteri ha anche acceso i riflettori sul problema della formazione della prova nei processi per dimostrare il pizzo senza registrazioni da parte delle vittime. Domani pomeriggio in aula a Montecitorio si inizierà a votare. Ma per quante sedute non si sa.