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MONDO

Dopo Christchurch

Nuova Zelanda. YouTube rimuove migliaia video attentato. Australia a G20: azione su social media

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Il primo ministro australiano Scott Morrison vuole promuovere nel quadro del G20 un accordo globale che imponga una più stretta regolamentazione delle piattaforme dei social media quando sono usate per promuovere violenza, in seguito al massacro di venerdì scorso in due moschee di Christchurch in Nuova Zelanda, in cui il suprematista bianco Brenton Tarrant ha ucciso 50 persone, filmando e trasmettendo in streaming via Facebook l'eccidio.   

Morrison ha scritto al presidente in carica del G20, il primo ministro giapponese Shinzo Abe, per chiedere di porre la governance dei social media fra i primi argomenti all'ordine del giorno nella riunione dei leader mondiali il prossimo giugno.Chiede in particolare un accordo che prescriva "chiare conseguenze" per le compagnie, le cui piattaforme sono usate perfacilitare e normalizzare atti di violenza.

"Le compagnie dei social media sono imprese internazionali e sta alla comunità internazionale costringerle ad agire... è inaccettabile trattare l'internet come uno spazio non governato", ha scritto il primo ministro australiano nella lettera al G20, aggiungendo che la comunità globale deve assicurare che le compagnie tech rispettino il loro obbligo morale di servire la comunità da cui traggono profitto.   

Intanto la prima ministra neozelandese Jacinda Ardern ha detto che il suo governo ha fatto tutto quello che ha potuto per rimuovere il filmato online dopo l'attacco, ma ha sottolineato che sta alle piattaforme digitali assicurarsi che sia cancellato.   

Facebook ha riferito di aver rimosso globalmente 1,5 milioni di copie del filmato nelle prime 24 ore, mentre altri 1,2 milioni sono stati bloccati in upload. Per rimuovere le riprese diffuse live da Tarrant, Facebook ha tuttavia impiegato un'intera ora, durante la quale sono state viste da 250 mila persone e sono state copiate su Facebook e su YouTube, spesso con piccole modifiche intese a bypassare i filtri dei siti.

YouTube ha annunciato di aver rimosso dalla sua piattaforma "decine di migliaia" di video dell'attentato alle due moschee che ha causato 50 morti a Christchurch, in Nuova Zelanda. La società ha assicurato di aver eliminato quegli account che "promuovevano o glorificavano l'accaduto". 

Il primoministro neozelandese invita la popolazione a non pronunciare il nome del killer della strage di Christchurch ma quello delle 50 vittime uccise nelle due moschee della cittadina. "Ripetendo il nome di quell'assassino - ha detto - gli darete la notorietà che cerca e che invece dobbiamo assolutamente negargli. Ricordate, invece, il nome delle persone uccise". 
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