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MONDO

Raid russi in Siria

Siria, fonti locali: almeno 60 morti ad Homs, metà sono donne e bambini

Secondo gli attivisti locali i bombardamenti aerei colpiscono anche i ribelli e i civili. Oggi aperto un nuovo fronte a nord di Aleppo. Putin: l'azione russa contro i "terroristi" in Siria è "impressionante"

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È salito ad almeno 60 morti, di cui la metà donne e bambini, il bilancio dei morti causati nella notte dai raid dell'aviazione russa e siriana nella provincia di Homs, nella
Siria centrale. Lo denunciano gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, spiegando che tra le vittime si contano anche 17 combattenti ribelli. Ieri la tv satellitare al-Jazeera aveva riferito di almeno 57 vittime nei raid russi sui sobborghi settentrionali della provincia.
Gli attacchi aerei fanno parte dell'offensiva lanciata ieri dall'esercito del presidente Bashar al-Assad insieme alle forze alleate e sostenuta dall'aviazione russa contro i ribelli islamisti nei sobborghi settentrionali di Homs.  
Secondo quanto riporta la televisione siriana, l'operazione di terra delle truppe governative sta continuando oggi a nord e a nordovest di Homs, in particolare nei villaggi di Talibsseh e Khalidiyeh, che l'emittente ha definito "covi di gruppi terroristici".

Un attivista di Talbisseh, identificato come Hassan Abu Noah, ha riferito che ci sono molte persone ancora sotto le macerie di edifici distrutti nei raid aerei. I ribelli hanno invece rivendicato l'uccisione di un comandante del regime siriano impegnato nell'assalto a Homs, il brigadiere Maan Abu Deeb.  Nel Rif di Idlib, invece, numerose famiglie siriane si sono installate nelle caverne del monte al-Zawiya, dopo che le loro
abitazioni sono state distrutte dai bombardamenti dell'aviazione russa. Lo riferiscono alcuni civili siriani, come si legge sul sito della tv araba 'Al-Arabiya', secondo cui i raid russi colpiscono "indiscriminatamente, senza distinzione tra aree residenziali o
obiettivi militari".   
Fonti locali hanno poi fatto sapere che il regime e i loro alleati hanno avviato oggi un'offensiva su larga scala sulla zona a nord di Aleppo. 

I bombardamenti dei caccia russi in Siria sono cominciati  il 30 settembre su richiesta di Assad. L'intento dichiarato è quello di colpire  gli jihadisti delI'Is e del Fronte al-Nusra legato ad al-Qaeda, ma secondo fonti dell'opposizione nel mirino dei raid ci sarebbero anche ribelli anti Assad e civili.

Putin: l'azione russa contro i terroristi è impressiante
L'azione delle forze russe contro i "terroristi" in Siria è "impressionante". L'ha rivendicato il leader del Cremlino Vladimir Putin, parlando a un summit della Comunità degli stati indipendenti (Csi, parte dello spazio ex sovietico) che si tiene in Kazakistan. "Agendo dal cielo e dal mare contro gli obiettivi precedentemente concordati con i
siriani, i nostri uomini hanno ottenuto risultati impressionanti - ha sottolineato il presidente russo secondo l'agenzia di stampa Interfax. "Decine di centri di comando e depositi di munizioni, centinaia di terroristi e grandi quantità di mezzi militari sono stati eliminati".

Il leader russo ha anche ribadito che gli attacchi russi "sono totalmente in linea con le norme internazionali e sono assolutamente legittimi, perché sono realizzati in base a una richiesta ufficiale del presidente siriano Bashar al Assad". Gli attacchi, inoltre, hanno "una dirata limitata, cioè il periodo dell'offensiva delle forze siriane contro i terroristi" e sono esclusivamente "contro gruppi terroristici".

Putin ha anche valutato che, in Medio Oriente, si sta procedendo a un miglioramento negli sforzi di coordinamento dell'azione militare internazionale. "C'è stato qualche progresso per quanto concerne il coordinamento delle azioni e degli sforzi per  combattere il terrorismo in questa regione. Noi stiamo lavorando per stabilire contatti con gli stati del Medio Oriente. Stiamo negoziando con l'Arabia Saudita, gli Emirati arabi uniti, l'Egitto, la Giordania, Israele e altri paesi e stiamo facendo tentativi per mettere in campo interazioni con gli Usa e la Turchia".

Il presidente russo, inoltre, ha fatto appello ai paesi della Csi a cooperare al Centro d'informazione di Baghdad, lanciato in base all'accordo sullo scambio di intelligence tra Russia, Iran, Iraq e Siria. Secondo Putin almeno 7000 cittadini provenienti dai paesi dell'ex Unione Sovietica tra i militanti dell'Is. . "Non possiamo permettere che
l'esperienza che hanno conseguito oggi in Siria in seguito venga utilizzata a casa nostra", ha avvertito il capo del Cremlino, citato dalla Tass, invitando i partner della regione alla cooperazione.

Financial Times: cooperazione tra Isis e regime di Assad
Nonostante gli scontri sul campo di battaglia, il regime siriano e il sedicente Stato islamico avrebbero stretto un accordo per la gestione degli impianti della produzione del gas che ricorda il modus operandi della Mafia americana negli anni Venti. Lo scrive il Financial Times, che cita testimoni e impiegati di alcuni degli impianti in questione. Le fonti hanno spiegato che entrambe le parti dipendono dalla produzione di energia elettrica tramite il gas e sono state quindi costrette a stringere un accordo.

Primo bombardamento turco contro Isis
Nella notte tra mercoledì e giovedì ci sarebbe stato il primo raid della tuchia contro un obiettivo mobile del sedicente stato Islamico in Siria, nell'ambito della colazione internazionale contro il Califfato. A riverlarlo è il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest, citato dai media turchi. Nelle ultime 24 ore abbiamo visto che la Turchia ha fatto dei passi avanti nelle sue attività in Siria", ha dichiarato. Non c'è ancora una conferma ufficiale di Ankara, che finora aveva colpito obiettivi Isis solo da suo territorio. 
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