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MONDO

Sono 47 i sopravvissuti, 31 i corpi recuperati

Oim: naufragio al largo di Khums, in Libia, oltre 74 morti

L'imbarcazione trasportava più di 120 migranti, tra cui donne e bambini

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Un naufragio ha causato la morte di almeno 74 migranti al largo di Khums, in Libia. Lo rende noto l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), secondo cui l'imbarcazione trasportava oltre 120 persone, tra cui donne e bambini. Quarantasette sopravvissuti sono stati portati a riva dalla Guardia Costiera libica e da pescatori, 31 corpi sono stati recuperati. Proseguono le ricerche delle vittime.

Quest'anno almeno 900 persone sono annegate nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le coste europee, alcune a causa di ritardi nei soccorsi. Più di 11.000 altri migranti sono stati riportati in Libia, in un paese dove possono rischiare di subire violazioni dei diritti umani, detenzione, abusi, tratta e sfruttamento, come documentato dalle Nazioni Unite, ricorda l'Oim.

Dall'inizio di ottobre circa 1.900 migranti sono stati intercettati in mare e riportati in Libia mentre almeno 780 dei migranti arrivati in Italia nello stesso periodo provengono dalle coste libiche. Il peggioramento delle condizioni umanitarie dei migranti detenuti in centri sovraffollati, i diffusi arresti arbitrari e la detenzione, le estorsioni e gli abusi sono allarmanti. In assenza di ogni sicurezza per i migranti riportati nel Paese, la zona di ricerca e soccorso libica deve essere ridefinita per consentire agli attori internazionali di condurre operazioni di salvataggio.

L'Oim sostiene che la Libia non è un porto sicuro e ribadisce il suo invito alla comunità internazionale e all'Unione europea a intraprendere azioni urgenti e concrete affinché i migranti non vengano più riportati in questo paese. Le continue restrizioni al lavoro delle Ong che conducono operazioni di soccorso devono essere immediatamente rimosse e i loro interventi devono essere riconosciuti quali attività che rispondono all'imperativo umanitario di salvare vite umane.
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