MONDO
In un anno quasi 1.700 morti
Oms: l'epidemia di ebola in Congo è un'emergenza internazionale
L'annuncio del comitato dell'Organizzazione mondiale della Sanità

"La dichiarazione - ha precisato il direttore del Comitato Robert Steffen - è una misura che riconosce il possibile aumento del rischio nazionale e regionale, e il bisogno di una azione coordinata e intensificata per gestirlo".
A preoccupare gli esperti è l'espansione geografica dell'epidemia, con i casi che ora coprono un'area di 500 chilometri quadrati. "Nessun paese dovrebbe chiudere i propri confini o porre restrizioni ai viaggi o ai commerci - ha precisato Steffen -. Queste misure sono implementate di solito in base alla paura e non hanno basi scientifiche".
La risposta, ha sottolineato il direttore generale Oms Thedros Adhanom Ghebreyesus, è stata ritardata anche dalla mancanza di fondi. "E' tempo che il mondo prenda coscienza e raddoppi gli sforzi - ha affermato -. Dobbiamo lavorare insieme in solidarietà con il Congo per mettere fine all'epidemia e costruire un sistema sanitario migliore. Un lavoro straordinario è stato fatto per quasi un anno nelle circostanze più difficili. Dobbiamo a questi operatori un contributo maggiore".
Finora, ebola ha ucciso quasi 1.700 persone in circa un anno. Ieri il Ruanda, confinante con la città di Goma, aveva sconsigliato i viaggi 'non indispensabili' nella repubblica democratica del Congo senza però chiudere il confine.