MONDO
Unhcr presenta "piano" a Bruxelles
Onu all'Ue: trasferire profughi siriani in nord Europa
Secondo il Guardian, le Nazioni Unite hanno elaborato un piano per trasferire i profughi siriani dall'Europa meridionale verso i paesi più ricchi e chiedono che l'Unione europea accetti un programma pilota di un anno. La proposta riguarderebbe, in principio, solo i siriani che sono stati riconosciuti come rifugiati in Italia e in Grecia e sarebbe legata all'iniziale impegno volontario degli Stati membri.
Secondo il Guardian, le Nazioni Unite hanno elaborato il piano per trasferire i profughi siriani dall'Europa meridionale verso i paesi più ricchi e chiedono il sostegno dell'Unione Europea al programma pilota di un anno.
La proposta, delineata in una lettera al capo della politica estera dell'Unione europea, Federica Mogherini, e al commissario per gli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, sarebbe una svolta radicale rispetto politica dell'UE attuale, che obbliga i profughi a fare richiesta di asilo nel loro paese di primo ingresso dell'Unione, ai sensi della normativa nota come Regolamento di Dublino.
Il direttore dell'ufficio europeo dell'Unhcr, Vincent Cochetel, ha manifestato al quotidiano britannico Guardian grande "preoccupazione" per l'eventuale "aumento degli arrivi di barconi su larga scala nel mese di aprile": "non tutte le lezioni apprese" dagli eventi "dell'anno scorso sono state elaborate dagli Stati membri dell'Ue", ha spiegato.
"Più di due terzi delle persone che sbarcano in Italia si spostano senza lasciare le impronte digitali e senza un'identificazione corretta", ha insistito il funzionario dell'Unhcr. "In un momento di grande preoccupazione per la sicurezza, riguardo a quanto sta accadendo in Libia, questa situazione non è normale. Non tutti quelli che dicono di essere siriani o palestinesi sono davvero siriani o palestinesi. E non tutti sono rifugiati", ha concluso Cochetel.
La proposta riguarderebbe, in principio, solo i siriani che sono stati riconosciuti come rifugiati in Italia e in Grecia e sarebbe legata all'iniziale impegno volontario degli Stati membri. Ma i precedenti tentativi di riformare la legge di Dublino, ricorda il Guardian, hanno incontrato grandi resistenze durante le discussioni interne all'Ue su questo tema. Interpellata sull'eventuale sostegno Ue alla proposta, Natasha Bertaud, portavoce della Commissione europea per la Migrazione, gli Affari interni e la Cittadinanza ha sottolineato l'importanza che gli Stati membri confermino la normativa di Dublino.