Coronavirus
Si va dai tumori ai cardiopatici
Ordine dei medici: " Nel 2020 30 mila morti in più in Italia anche per malattie trascurate"
Quello che è mancato nell'emergenza Covid, spiega la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, è stato il ritardo nelle diagnosi

Prevenzione saltata
Le preoccupazioni dei medici si concentrano in particolare - ma non solo - su due famiglie di patologie, tumori e malattie cardiovascolari, per i risvolti che rischiano di assumere i ritardi nella prevenzione, nella diagnosi, nella presa in carico e nei trattamenti registrati in questi mesi di lotta a Sars-CoV-2. "In cima naturalmente ci sono i tumori. Dati diffusi dall'associazione Salutequità – prosegue Anelli parlando all’Adkronos salute- mostrano come per esempio gli screening oncologici siano letteralmente crollati". Ma c'è di più: "Tanti colleghi oncologi mi dicono che al primo ingresso dei pazienti vedono quadri di estensione dei tumori così avanzati, che non si vedevano da tanto tempo perché eravamo riusciti a fare diagnosi molto precoce. In prima diagnosi non succedeva quasi più di vedere malattie così avanzate".
Il lockdown della salute
Questo è legato a tutta una serie di fattori. "Pesa la paura delle persone che, paralizzate dal timore del rischio contagio, non vanno in ospedale a farsi curare o rimandano screening e controlli - analizza il numero uno dei medici italiani - Ma c'è anche il fatto che molti colleghi sono anche impegnati sul versante Covid e che, nonostante i pazienti oncologici siano garantiti, c'è stata una riduzione oggettiva delle attività". Ad influire di più è stata la prima ondata perchè dice Anelli la situazione era oggettivamente peggiore, è stato chiuso tutto. C'è stato un vero lockdown della salute. “Oggi – spiega Anelli- rimane il fatto che i medici sono alle prese con un sovraccarico di lavoro in fase Covid e questo pesa, allunga i tempi. Per capire l’estenzione di un tumore per esempio ci vogliono più passaggi e più figure coinvolte". Una situazione di pressione che esclude la rapidità.