MONDO
"Dio ci preservi dall'avidità dei nuovi colonialismi"
Papa Francesco: "Amazzonia devastata da interessi che distruggono"
"Quando senza amore e senza rispetto si divorano popoli e culture non è il fuoco di Dio ma il fuoco del mondo", ha detto Papa Francesco nell'omelia della Santa Messa in occasione dell'apertura del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica

"Il fuoco appiccato da interessi che distruggono, come quello che recentemente ha devastato l'Amazzonia, non è quello del Vangelo", ha detto il Pontefice nell'omelia. "Il fuoco di Dio - ha sottolineato - è calore che attira e raccoglie in unità. Si alimenta con la condivisione, non coi guadagni. Il fuoco divoratore, invece, divampa quando si vogliono portare avanti solo le proprie idee, fare il proprio gruppo, bruciare le diversità per omologare tutti e tutto".
A questo proposito il Papa ha esortato i vescovi a "essere fedeli alla novità dello Spirito è una grazia che dobbiamo chiedere nella preghiera. Egli, che fa nuove tutte le cose, ci doni la sua prudenza audace; ispiri il nostro Sinodo a rinnovare i cammini per la Chiesa in Amazzonia, perché non si spenga il fuoco della missione. Tanti fratelli e sorelle in Amazzonia portano croci pesanti e attendono la consolazione liberante del Vangelo, la carezza d'amore della Chiesa".
Papa Francesco ha poi sottolineato l'importanza della gratuità nel servizio alla Chiesa. "Il dono che abbiamo ricevuto - ha sottolineato rivolgendosi in particolare ai vescovi - è un fuoco, è amore bruciante a Dio e ai fratelli. Il fuoco non si alimenta da solo, muore se non è tenuto in vita, si spegne se la cenere lo copre. Se tutto rimane com'è, se a scandire i nostri giorni è il 'si è sempre fatto così', il dono svanisce, soffocato dalle ceneri dei timori e dalla preoccupazione di difendere lo status quo. La Chiesa - ha aggiunto - è sempre in cammino, sempre in uscita, mai chiusa in sé stessa".
E a proposito del ruolo dei vescovi ha ricordato: "Siamo vescovi perché abbiamo ricevuto un dono di Dio. Non abbiamo firmato un accordo,non abbiamo ricevuto un contratto di lavoro in mano, ma mani sul capo, per essere a nostra volta mani alzate che intercedono presso il Signore e mani protese verso i fratelli. Abbiamo ricevuto un dono per essere doni. Un dono non si compra, non si scambia, non si vende: si riceve e si regala. Se ce ne appropriamo, se mettiamo noi al centro e non lasciamo al centro il dono - ha avvertito il Papa -da Pastori diventiamo funzionari: facciamo del dono una funzione e sparisce la gratuità, e così finiamo per servire noi stessi e servirci della Chiesa. La nostra vita, invece, per il dono ricevuto, è per servire".