MONDO
udienza giubilare
Papa Francesco: "Portare sempre una carezza a chi ne ha bisogno"
"Il giubileo della misericordia - ha spiegato il Pontefice - è una vera opportunità per entrare in profondità all'intero del mistero della bontà e dell'amore di Dio"

E il tema dell'"impegno", in particolare dell'impegno di Dio nei confronti dell'umanità, è quello su cui papa Francesco ha incentrato l'udienza di oggi, alla quale hanno partecipato anche numerose associazioni di donatori di sangue. "Il giubileo della misericordia - ha spiegato - è una vera opportunità per entrare in profondità all'intero del mistero della bontà e dell'amore di Dio".
"La mia vita, il mio atteggiamento, il mio modo di andare nella vita - ha detto il Papa per spiegare l'esigenza di 'uno stile di vita che esprima la misericordia del Padre'- deve essere proprio un segno concreto che Dio è insieme a noi", e ha invitato a compiere "piccoli gesti di amore, di cura, di tenerezza, che fanno pensare che Dio è vicino a noi, è insieme a noi".
Da qui il concetto di impegno: "cosa significa impegnarsi? Quando mi impegno - ha raccomandato papa Bergoglio - vuol dire che assumo una responsabilità e un compito verso qualcuno e significa anche lo stile, l'atteggiamento di fedeltà e di dedizione, di attenzione particolare con cui porto avanti questo compito".
"Ogni giorno - ha esortato - mettere impegno nel lavoro, nelle attività, ma anche nello sport e nelle attività libere, mettere la buona volontà e le nostre forze per migliorare la vita: anche Dio si è impegnato così per noi, e il suo primo impegno è stato donarci Gesù".
"Gesù - ha commentato il Pontefice - questo è il grande impegno di Dio, Gesù è l'impegno estremo che Dio ha assunto nei nostri confronti, lo dice san Paolo: non ha risparmiato il proprio figlio ma lo ha consegnato a tutti noi".
"In Gesù, e questo dobbiamo verificarlo nel giubileo, - ha detto papa Francesco - Dio si è impegnato in maniera completa per restituire speranza ai poveri, a quanti erano privi di dignità, agli stranieri, agli ammalati, ai prigionieri, e ai peccatori" e con tutto questo "Gesù è l'espressione vivente della misericordia del Padre". Misericordia che, ha ricordato, si esprime anche nei confronti dei peccatori.
"Anche noi - ha esortato il Papa - dobbiamo corrispondere al suo amore con il nostro impegno e questo soprattutto nelle situazioni di maggior bisogno, dove c'è più sete di speranza, penso per esempio alle persone abbandonate, a quanti portano handicap molto pesanti, con i malati più gravi, con i moribondi, con quanti non sono in grado di esprimere riconoscenza, con queste realtà noi portiamo la misericordia Dio", appunto la "carezza di Dio".