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POLITICA

Congresso Giovani democratici

Pd, Renzi: basta piccole beghe, domani facciamo i conti. "Sarò rottamato anch'io"

Matteo Renzi è deciso a chiarire alla direzione del Pd di oggi quelle che ritiene essere solo "piccole beghe" interne al partito. Questo, almeno, è quanto ha promesso ieri chiudendo il congresso dei Giovani democratici. 

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La direzione del Pd è convocata per le 18 di oggi e Matteo Renzi è deciso a chiarire in quella sede quelle che ritiene essere solo "piccole beghe" interne al partito. Questo, almeno, è quanto ha promesso ieri chiudendo il congresso dei Giovani democratici. 

"Mi resta l'ambizione di non discutere di piccole beghe ma di temi più grandi. Ma su questo facciamo i conti domani, non è questa la sede per parlarne". Così ha detto ieri il premier Matteo Renzi al congresso dei Giovani democratici. E aggiunge: "A un certo punto il primo a essere rottamato sarò io. Non abbiate paura di giocarvi la carta del potere, perché non ha un valore né positivo né negativo: è la carta per fare le cose".

Verdini e Alfano
Poi entra nel dettaglio di una delle polemiche interne al partito, forse la più problematica: "Mi dicono: ma tu governi coi voti del centrodestra? Già, perché abbiamo perso le elezioni l'altra volta. La prossima volta le vinceremo e non ci saranno. Conosco un metodo infallibile per non avere in maggioranza Alfano e Verdini: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta". E ancora: "Sembra si siano svegliati tutti insieme, ma Alfano e Verdini hanno votato la fiducia come era accaduto col governo Letta e il governo Monti". Ma chiosa: ""Chi dice del Pd 'loro litigano' sono
gli stessi che quando scelgono un candidato poi aspettano quello che scriverà il blog. Gli altri sono abituati a prendere ordini da una villa brianzola o un blog milanesi. Noi siamo il Partito democratico".

I consigli
Passando ai 'consigli' per la classe dirigente di domani, il premier dice: "A fronte della deflazione, vale a dire la crisi che sta vivendo l'Europa, servono tre strumenti: uno è la politica monetaria, bravo Draghi la sta facendo; il secondo è una politica di investimenti e il terzo è il taglio delle tasse". Per questo l'invito è a "dare una mano ogni giorno per combattere contro corruzione, illegalità, evasione". "L'Italia di oggi - sottolinea Renzi - non ne può più del sistema di pressione fiscale. Oggi gli italiani considerano priorità la lotta evasione, sacrosanta, e l'abbattimento della pressione fiscale. Giovani democratici - chiosa - se volete avere un rapporto con la realtà evitate di dire di alzare le tasse o gli italiani ci vengono a rincorrere". E alzando il tiro: "Europa occorre cambiare le regole perché il populismo è dato dalla lontananza delle istituzioni da chi è in crisi e non ha lavoro e un partito di sinistra deve occuparsi di lavoro", per questo è necessario abbandonare "coperte di Linus e simboli" come l'articolo 18.
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