MONDO
I dati del 2017
Pena di morte, numeri in calo ma migliaia di esecuzioni segrete in Cina
Amnesty International: 993 condanne contro le 1.032 del 2016. Lieve aumento negli Usa, mentre in 20 paesi dell'Africa subsahariana la pena capitale è stata abolita

La maggior parte delle esecuzioni continua ad avvenire in Cina. I dati relativi all’applicazione della pena di morte nel paese asiatico sono un segreto di stato, ma si ritiene che siano migliaia le esecuzioni avvenute nel 2017, che però Amnesty International non considera nel computo annuo di 993. Altri paesi ai primi posti della classifica sono Iran, Arabia Saudita, Iraq e Pakistan.
In lieve aumento rispetto al 2016 sia il numero di esecuzioni che di condanne a morte negli Stati Uniti, rispettivamente 23 e 41. Gli stati coinvolti sono saliti da cinque a otto. Dopo un periodo di interruzione, sono cresciute le esecuzioni in Arkansas, Ohio e Virginia. Quattro Stati (Idaho, Mississippi, Missouri e Nebraska) sono tornati a emettere condanne a morte, mentre Carolina del Nord, Kansas e Oregon non hanno emesso condanne, a differenza del 2016.
Importanti passi avanti verso l’abolizione della pena di morte sono stati invece compiuti nell’Africa subsahariana, dove ben 20 paesi, ultimo dei quali la Guinea, l’ha abolita per tutti i reati e anche in Gambia il presidente ha istituito una moratoria ufficiale sulle esecuzioni. “I progressi dell’Africa subsahariana rafforzano la posizione della regione come faro di speranza e fanno auspicare che l’abolizione di questa estrema sanzione, crudele, inumana e degradante sia in vista”, ha dichiarato il segretario generale di Amnesty International, Salil Shetty. "Ora che 20 stati dell’Africa subsahariana hanno abolito la pena di morte per tutti i reati, è davvero il momento che il resto del mondo segua quella direzione e consegni questa abominevole punizione ai libri di storia”.