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MONDO

Cina

Piccoli incendi ed esplosioni rallentano ricerche a Tianjin. Si temono perdite di prodotti chimici

La polizia ha arrestato il capo dell'azienda dove è avvenuta la deflagrazione che ha provocato almeno 50 morti, 700 feriti, e una zona industriale ridotta in cenere. Sul luogo del disastro unità addestrate per la gestione dei disastri nucleari 

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Numerosi piccoli incendi ed esplosioni stanno ritardando le ricerche dei soccorritori a Tianjin dopo la gigantesca esplosione che ha causato almeno 50 morti e più di 700 feriti, 70 dei quali in gravi condizioni. Sono invece 6mila gli abitanti della zona evacuati. "Ci sono ancora lievi esplosioni, e dato che ci sono ancora prodotti chimici indeterminati, possono eplodere o incendiarsi in qualsiasi momento, per cui è difficile pulire e controllare la zona", ha spiegato il capo dei pompieri Zhou Tian. 

Il presidente cinese, Xi Jinping, e il primo ministro, Li Keqiang, sono intervenuti per chiedere all'amministrazione locale di Tianjin di non risparmiare gli sforzi per salvare i feriti e neutralizzare i pericoli. Solidarietà è stata espressa dall'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, che ha annunciato la disponibilità a fornire l'assistenza necessaria alle autorità cinesi. 

Allarme Greenpeace per aria e acqua
Nell'area del disastro è preoccupante anche l'innalzamento dell'inquinamento atmosferico: i materiali chimici esplosi potrebbero aver portato l'aria a livelli nocivi. Greenpeace Asia, in un comunicato, ha lanciato l'allarme sulla situazione dell'aria e dell'acqua. Secondo il governo locale le analisi eseguite non hanno rilevato tracce di inquinamento causato dall'esplosione. "I dati della stazione di monitoraggio di Tianjin-Tanggu (il quartiere dove si è verificato l'incidente) indicano che tra i materiali pericolosi immagazzinati dalla compagnia c'erano cianuro di sodio (NaCN), toluene discostano (TDI) e carburo di calcio (CaC2), tutti elementi che rappresentano una diretta minaccia per la salute in caso di contatto", sottolinea l'organizzazione ecologista. Il governo locale ha risposto indirettamente affermando di aver creato 34 stazioni di monitoraggio temporanee dell'aria e dell'acqua. 

Sul luogo del disastro unità addestrate per la gestione dei disastri nucleari
Truppe armate e unità militari addestrate per gestire i disastri nucleari, biologici e chimici sono dirette sul luogo della gigantesca esplosione. L'origine nella tragedia è nell'incendio divampato all'interno di un deposito di sostanze chimiche "pericolose" che ha successivamente provocato esplosioni in serie. Intanto si cominciano a contare i danni alle strutture: le immagini aeree del luogo dell'incidente mostrano l'area del porto di Binhai ridotta in macerie. L'Esercito di Liberazione Popolare ha inviato elicotteri e droni per la sorveglianza della zona. Le autorità hanno disposto anche l'evacuazione degli abitanti delle aree a ridosso del porto, per i quali sono state allestite tende e alloggi provvisori. 
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