MONDO
Gli scontri a 2 anni dalla caduta di Morsi
Proteste in Egitto a due anni dalla destituzione di Morsi. Un morto al Cairo
La protesta nel quadro delle manifestazioni contro l'attuale presidente, Abdel Fatah al Sisi, accusato dalla Fratellanza musulmana di aver ordito un colpo di stato per rovesciare l'ex presidente egiziano Morsi. Proteste anche ad Alessandria e nella provincia di Al Sharqiya tutte organizzate dall'Alleanza per la Difesa e la Legittimità, che raggruppa organizzazioni e partiti islamisti

L'Alleanza nazionale per la difesa della legittimità, principale coalizione egiziana che sostiene il deposto presidente Mohamed Morsi, ha annunciato una nuova "settimana di rivoluzione, l'unico modo per fermare gli attacchi nel Sinai e - scrivono su Facebook - è porre fine al colpo di stato militare e ripristinare il presidente Morsi". Il movimento accusa le forze di sicurezza di aver ucciso a sangue freddo nove esponenti della Fratellanza in un'operazione nella Citta' del 6 ottobre, 20 chilometri a sud del Cairo. Secondo il ministero dell'Interno, invece, gli islamisti avrebbero sparato per primi contro gli agenti, ferendone peraltro tre.
E secondo quanto diffuso dall'agenzia ufficiale Mena, almeno due agenti sono rimasti feriti in un attacco armato nella provincia meridionale di Mynia, circa 250 chilometri a sud del Cairo. Nella capitale si sono tenute almeno quattro manifestazioni. Proteste anche ad Alessandria e nella provincia di Al Sharqiya, a nord della capitale, tutte organizzate dall'Alleanza per la Difesa e la Legittimità, che raggruppa partiti e organizzazioni islamisti.
A due anni, quindi, dalla destituzione del presidente islamista Mohamed Morsi con un colpo di Stato militare che spazzò via la trionfale vittoria alle elezioni dei "Fratelli musulmani", l'Egitto è sconvolto da una serie di attentati e attacchi condotti dagli insurgents dello Stato islamico e organizzazioni affini mentre le autorità cercano di bloccare ogni opposizione con una dura repressione.
Da allora l'Egitto è entrato in una spirale di sangue senza fine. Processi, condanne a morte, attentati, repressioni e ora gli attacchi nel Sinai. Senza contare che nei giorni scorsi il procuratore generale Hicham Barakat, considerato il responsabile dei processi contro i "Fratelli musulmani", è stato ucciso con uno spettacolare attentato.