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SPETTACOLO

Quel critico è uno sporcaccione! Fa discutere profilo del New Yorker sulla sexy Scarlett Johansson

Ha infastidito non poco i 'radical chic' americani  un ritratto scritto dal critico cinematografico del settimanale, Anthony Lane, su Scarlett Johansson, solo adulata nel pezzo - secondo i detrattori - senza un minimo tentativo di comprenderla realmente.

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Anche se forse non c'è bisogno di ricordare qui l'autorevolezza del New Yorker, periodico statunitense che pubblica dal 1925 sofisticati articoli, ai più distratti basti dire che sulle sue pagine hanno trovato spazio alcuni dei maggiori scrittori americani contemporanei, come Philip Roth e J.D. Salinger, per citarne solo due.

Fatta la premessa necessaria arriviamo alla notizia, o alla polemica. Perché ha infastidito non poco i 'radical chic' americani  - lo sottolinea ad esempio il Los Angeles Times - un profilo scritto dal critico cinematografico del settimanale, Anthony Lane, su Scarlett Johansson, solo adulata nel pezzo - secondo i detrattori - senza un minimo tentativo di comprenderla realmente.

La Johansson ha due film in uscita lo stesso giorno (il 4 aprile): "Captain America: The Winter  Soldier" e "Under the Skin" (film di fantascienza artistico passato a Venezia l'anno scorso) e - come rammenta sempre LaTimes - è stata recentemente associata a due 'casi': SodaStream e Woody Allen.

Ma tutto questo, secondo i critici del critico, non trova spazio nell'articolo, consacrato invece a catalogare il fascino della Johansson, a descrivere la dolcezza della sua voce, a dichiarare che lei "sembra raggiante significativamente nella carne" e che sembra "fatta di champagne". Senza nulla aggiungere sull'attrice o sulla donna.

Il Los Angeles Times riporta alcune critiche sull'articolo del New Yorker: a Katy Waldman di Slate il pezzo fa venire i brividi come il comportamento di uno zio sporcaccione. Il problema, scrive Waldman"non è [solo] tutta la bava su ScarJo, ma il fatto che l'autore si rifiuta di trattarla come un essere umano, con delle qualità mentali" concentrandosi su una piatta proiezione del desiderio maschile. E poi, ipocritamente, dopo aver ansimato su di lei ha il coraggio di criticarla per la sua inconsistenza.

Esther Breger di New Republic ugualmente scrive che "l'articolo di Lane, è il peggior profilo mai scritto sul New Yorker" e trasforma il periodico in un giornale per soli uomini. Niente del genere - a suo avviso - sarebbe stato mai scritto su un attore, come Matthew o Michael Fassbender. 

Vi proponiamo il link all'articolo in questione che è tra i pezzi più letti, al momento, sul sito web del New Yorker.
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