POLITICA
Palazzo Chigi
Renzi vede Padoan, sul tavolo le prossime mosse del governo
Al centro del colloquio i principali dossier economici del governo, in vista anche dei provvedimenti da approvare nel Consiglio dei ministri di venerdì prossimo

E' cominciata con un faccia a faccia con il ministro Padoan la serie di colloqui "bilaterali" che il premier ha in programma prima del prossimo appuntamento in Cdm, il primo dopo la pausa estiva. Nell'agenda del presidente Renzi, prima di venerdì, sono infatti previsti una serie di incontri con ministri e sottosegretari per mettere a punto le prossime mosse dell'esecutivo, a partire dalle misure in arrivo su scuola, giustizia e sul Dl detto 'Sblocca Italia".
Nel Cdm del 29 agosto, l'esecutivo dovrà licenziare tre provvedimenti fortemente attesi, e dagli importanti risvolti economici, come lo Sblocca-Italia, la riforma della giustizia e quella della scuola. Ma l'intenzione di Renzi sarebbe non solo quella di illustrare i tre provvedimenti all'ordine del giorno, ma anche quella di indicare una road-map definita di quel "programma dei mille giorni" annunciato al Parlamento europeo il giorno dell'insediamento italiano alla presidenza Ue. Un programma che comprende pilastri come il jobs act, con l'annosa questione dell'articolo 18, e le prossime letture della riforma del Senato. Ma novità importanti sono attese anche sul fronte della spending review, dopo le scaramucce estive tra Renzi e il commissario Carlo Cottarelli sull'entità e la direzione dei tagli. In agenda, Renzi dovrebbe avere infatti, prima di imbarcarsi per Bruxelles per il consiglio Ue di sabato, anche un incontro con lui.
Venerdì sera Renzi sarà poi a Parigi, dove è fissato un vertice dei socialisti europei - fortemente voluto dal presidente Hollande - in vista del Consiglio Europeo di sabato dal quale dovranno uscire nomi e ruoli della nuova Commissione, guidata da Jean-Claude Juncker.
Lo "sblocca-Italia"
I tecnici di tutti i ministeri coinvolti (Infrastrutture, Tesoro, Sviluppo economico) non hanno smesso di lavorare al provvedimento che arriverà venerdì prossimo in Consiglio dei Ministri. E proprio su questo punto era particolarmente atteso l'incontro tra il premier e il ministro Padoan, rientrato oggi a Roma, per la stesuradefinitiva e la definizione completa delle coperture. La lista delle norme e delle opere annunciate il primo agosto è infatti molto lunga ed ognuna di esse richiede risorse specifiche. Alcune già stanziate, altre da trovare prevalentemente nei fondi di coesione o in poste già previste dal governo. Tra queste, oltre un miliardo sarebbe disponibile nel fondo revoche del ministero delle Infrastrutture, ma per la realizzazione di grandi e piccole opere pubbliche l'esecutivo pensa di fare anche ampiamentericorso ai fondi di coesione europei al 2020.
La riforma della giustizia
Su questo punto tra domani e mercoledì il ministro Andrea Orlando dovrebbe vedere la maggioranza e l'opposizione nella terza e conclusiva tornata di incontri sui dodici punti da riformare. Senz'altro si presenteranno Forza Italia e Sel, mentre appare difficile che Lega e M5s accettino l'invito del ministro. Il Cdm di venerdì potrà dare il via libera al pacchetto sul civile, con i provvedimenti per arrivare alla sentenza di primo grado in un anno e allo smaltimento dell'arretrato, per creare corsie preferenziali per la famiglia e le imprese, per dare tempi certi agli operatori economici sul recupero dei loro crediti. Sarà incentivato il ricorso agli arbitrati, alla mediazione e alla rapida soluzione delle controversie. Pronta - tra i provvedimenti più attesi - anche la revisione della responsabilità civile dei magistrati che, sul modello europeo, potranno essere chiamati a rispondere dei loro errori in via indiretta, dallo Stato, con una rivalsa fino al 50% del loro stipendio. Più difficile l'intesa sui punti della riforma penale. Si lavora ancora sui nodi prescrizione, criminalità economica e intercettazioni. Mentre per gli aspetti che riguardano il Csm si è preferito attendere che il Parlamento nomini gli otto mebri laici di sua competenza, in modo da consentire l'insediamento del nuovo Consiglio. La prossima convocazione delle Camere è fissata per l'11 settembre.
Il provvedimento sulla scuola
Quanto alla scuola - ha spiegato Renzi - "stiamo lavorando, e seriamente, con il ministro Giannini e con la sua squadra. E il 29 agosto vi stupirò: presenteremo una riforma complessiva che, a differenza di altre occasioni, intende andare in direzione dei ragazzi, delle famiglie e del personale docente che è la negletta spina dorsale del nostro sistema educativo".