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ITALIA

Il malumore sul web

Riforma della scuola rinviata, monta la protesta dei prof: "Ci avevano promesso 100mila posti"

Il governo spiega che si tratta solo di un rinvio, forse già al prossimo Cdm, ma questo non tranquilizza il mondo della scuola che in rete manifesta tutto il suo disappunto

(foto archivio)
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L’annuncio è arrivato ieri sera, a poche ore appena dal Cdm che avrebbe dovuto esaminarla: la riforma della scuola slitta a settembre. “Rimandata” ironizzano i più. Ma sul web, e non solo, monta la protesta degli insegnanti che accusano: prima ci promettono 100mila posti e poi non se ne fa nulla.

Fonti di palazzo Chigi sottolineano che la riforma “slitta e non salta”. Solo un rinvio, e non su una delicata questione di coperture, spiega via twitter il premier Renzi, ma per una questione di opportunità: non affollare il Cdm di oggi con troppi provvedimenti, per di più così dissimili tra loro come scuola, giustizia e sblocca-Italia. Gli ultimi due saranno affrontati oggi, la scuola dovrà invece aspettare la prossima riunione.

Nonostante la spiegazione però i prof comunque non gradiscono, e il malumore si diffonde su forum specializzati e social network. Per i precari che aspettavano con ansia il piano di assunzioni annunciato dal governo è una vera e propria 'doccia gelata': "Le dichiarazioni e le indiscrezioni degli ultimi giorni avevano creato grande aspettativa fra i docenti", spiega Angela Veltri, del movimento insegnanti precari abilitati e abilitanti (Mida).






 
Il timore, abbastanza diffuso, è che dietro al rinvio ci siano altre ragioni oltre a quelle dell’affollamento. “Secondo me la verità è che mancano i soldi”, ipotizzano in molti e, insieme alla delusione, si acuisce ulteriormente l’aspettativa dei docenti. “Eravamo in trepidazione perché nelle graduatorie sono iscritti oltre 500mila insegnanti, tutta gente che aspetta una cattedra da anni”, spiega Veltri, coordinatrice del movimento precari. “Noi comunque a questo punto quelle 100mila assunzioni le pretendiamo: non si può annunciare la stabilizzazione e poi tirarsi indietro. Significherebbe davvero giocare con la vita delle persone”.
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