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SPETTACOLO

Da oggi nelle sale italiane

Rogue One, Star Wars vince (e convince) anche senza spade laser

Al cinema è il turno di Rogue One, il film che inaugura un nuovo ciclo antologico che andrà a raccontare, almeno una volta all’anno, le storie meno conosciute dell’universo di Guerre Stellari.

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di Dario MarchettiRoma Dopo decenni di cocenti delusioni regalate dai film usciti a cavallo tra il 1999 e il 2005, ci eravamo quasi abituati all'idea che Star Wars fosse un capitolo ormai chiuso della storia del cinema. Poi l'anno scorso è arrivato Episodio VII, la spettacolare pellicola di J.J. Abrams che ha avuto il merito di spezzare un silenzio durato dieci anni e conquistare una nuova generazione di appassionati. Ora al cinema è il turno di Rogue One, il film che inaugura un nuovo ciclo antologico che andrà a raccontare, almeno una volta all’anno, le storie meno conosciute dell’universo di Guerre Stellari.

Affidato al giovane regista Gareth Edwards, già dietro la cinepresa per Godzilla, Rogue One è un prequel che racconta la storia di un gruppo di ribelli pronti a tutto pur di rubare gli schemi della Morte Nera, la temibile stazione spaziale che Luke Skywalker, Han Solo e compagni distruggeranno alla fine del primo film, uscito nel lontano 1977. Con un cast di stelle hollywoodiane, dalla protagonista Felicity Jones a Mads Mikkelsen, passando per Forest Whitaker, il film abbandona la mitologia dei Jedi e dei Sith, per concentrarsi sui toni dark deguerra, dura e pura, fra Alleanza ribelle ed Impero galattico. Con una sceneggiatura dai ritmi incessanti, le due ore e venti di Rogue One scorrono velocissime, tra guerriglie a metà tra il Vietnam e lo sbarco in Normandia, siparietti comici col cinico droide K2 e un tocco di Darth Vader per far felici i fan di vecchia data.

Ma il più grande merito di questo film è forse la sua capacità di essere legato al mondo di Guerre Stellari senza però scadere nel citazionismo puro. Lo si capisce già dai titoli di testa, che abbandonano il classico tappeto di testo accompagnato dallo storico tema di John Williams, sostituendolo con una nuova colonna sonora. E dalla scelta di inserire sì dei riferimenti ad alcuni personaggi classici della saga, ma sempre dosandoli col contagocce per evitare l’effetto stucchevolezza. La protagonista Jyn Erso, suo padre Galen, il guerrigliero Saw Guerrera e il monaco cieco Chirrut: i personaggi di Rogue One non sono semplici appendici di un grande brand, ma vivono di una vita propria, hanno una propria storia e le proprie motivazioni per combattere. Alla pellicola è stata addossata la colpa di non avere lo stesso stampo epico degli altri capitoli, vista la mancanza di spade laser e poteri Jedi.

E invece la sua forza sta proprio nel saper raccontare una storia diversa, ugualmente tragica ma decisamente più umana. Forse anche troppo. 
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