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SCIENZA

Spazio

Rosetta, Philae trapana la cometa ma è corsa contro il tempo per la durata delle batterie

Il lander ha iniziato il suo lavoro, ma è in un luogo non identificato e potrebbe spegnersi prima di inviare i dati sulla Terra: è in ombra e la poca luce che riceve non basta a ricaricarlo a dovere

Un'immagine inviata da Philae (Esa)
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Una buona e una cattiva notizia dalle profondità dello spazio. Philae ha iniziato il suo lavoro di trivellazione della superficie della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, ma non sappiamo ancora dove si trovi di preciso e soprattutto le sue batterie potrebbero esaurirsi prima di riuscire a inviare sulla Terra i dati raccolti con l’analisi dei campioni. L’Agenzia Spaziale Europea è ancora con il fiato sospeso.
 
All'opera in un luogo non identificato 
Philae è sul nucleo della cometa da mercoledì pomeriggio, ma l’atterraggio è stato più complicato del previsto. Il lander non si è arpionato alla superficie, è rimbalzato due volte e ora si trova in una zona quasi sempre in ombra e non ancora identificata con precisione. Dagli ultimi dati ricevuti risulta inoltre che continua a poggiare solo su due delle tre zampe. In ogni caso, si è messo all’opera: il suo trapano è fuoriuscito per oltre 20 centimetri, anche se non sappiamo ancora se è riuscito a perforare la superficie.
 
Corsa contro il tempo? 
Secondo gli esperti dell’Esa, rischia di essere iniziata una corsa contro il tempo. La poca luce che arriva a Philae non consente di ricaricare a dovere le sue batterie con i pannelli solari e il lander sta usando soprattutto le batterie primarie, che però si stanno esaurendo. In questa situazione, ogni contatto potrebbe essere l’ultimo e i preziosi dati raccolti sulla superficie della cometa potrebbero non fare in tempo ad arrivare sulla Terra.

A caccia di luce 
L’Agenzia Spaziale Europea sta anche studiando dei sistemi per provare a far ruotare Philae in modo da far arrivare la poca luce su un pannello solare più grande. Se il contatto fosse perso, il lander entrerebbe in una sorta di ibernazione e bisognerebbe sperare che la cometa, nella sua orbita, lo esponga ai raggi del Sole. A quel punto i contatti potrebbero riprendere. In ogni caso, a studiare la cometa fornendo informazioni preziosissime rimarrà comunque la sonda Rosetta, che per mesi continuerà a orbitare intorno al nucleo.
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