MONDO
Tante le cooperazioni fra Roma e Mosca
Sanzioni alla Russia, i rischi per l'economia italiana
I ministri degli esteri a Bruxelles potrebbero decidere di colpire i funzionari politici ma non gli operatori economici. I motivi nei legami tra le cooperazioni su energia e investimenti.

La ragione è facile da intuire: le economie del nostro Paese, dell’Ue e quella di Mosca sono legate a doppio filo. La Russia è il terzo partner commerciale di Bruxelles con un export pari a 230 miliardi di euro ed un import pari a 150. L’Italia si colloca invece al quinto posto con le esportazioni russe a quota 32,6 miliardi e le importazioni a 13,4 miliardi. In più, dopo la Germania siamo il secondo acquirente in Europa del gas russo: l’energia è infatti la prima voce del capitolo importazioni con una quota dell’85% che unisce Eni e Gazprom nel progetto South Stream, senza dimenticare gli accordi con Rosneft per lo sfruttamento congiunto dei giacimenti Fedynskij e Centralno-Barentsevskij nel Mare di Barents e del giacimento Zapadmo-Chernomorskij nel Mar Nero. Anche il settore finanziario è al centro della cooperazione italo – russa con Gazprombank e Banca Intesa San Paolo che hanno costituito un fondo comune d’investimenti diretto a supportare l’attività del business italiano e russo sia in Russia che nei paesi dell’Unione Europea. Un supporto per le nostre piccole e medie imprese ma anche per gli investimenti di Severstall, RusAl, Evraz, Novoliptesk, Lukoil e VimpelCom in Italia.
Per questo motivo quindi si cercherà di lasciare fuori dall'elenco delle persone da colpire con le sanzioni gli operatori economici mentre verranno inseriti funzionari russi e ucraini che hanno spinto per la secessione della Crimea e una sua possibile annessione alla Russia. Probabilmente la lista comprenderà anche le personalità dell'esercito che hanno ordinato ai soldati ucraini di lasciare le loro caserme in Crimea e altri responsabili di azioni che hanno portato alla svolta nella regione.