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MONDO

Tante le cooperazioni fra Roma e Mosca

Sanzioni alla Russia, i rischi per l'economia italiana

I ministri degli esteri a Bruxelles potrebbero decidere di colpire i funzionari politici ma non gli operatori economici. I motivi nei legami tra le cooperazioni su energia e investimenti. 

Proteste a Mosca contro le sanzioni il 7 marzo
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L’Ucraina sarà il tema principale sul tavolo dei ministri degli esteri Ue, che si incontreranno a Bruxelles. La riunione dei 28, a cui parteciperà per l'Italia il ministro Federica Mogherini, sarà in gran parte centrata sulle sanzioni da adottare nei confronti della Russia. Queste sono  state già discusse al Comitato di sicurezza comune: secondo fonti diplomatiche, le misure restrittive su beni e visti non dovrebbero riguardare i massimi vertici russi o le grandi società ma piuttosto rappresentanti della Duma e della difesa russa. Una posizione condivisa dall’Italia convinta che le sanzioni dovrebbero essere preventive e non punitive e per questo graduali, reversibili e temporanee.

La ragione è facile da intuire: le economie del nostro Paese, dell’Ue e quella di Mosca sono legate a doppio filo. La Russia è il terzo partner commerciale di Bruxelles con un export pari a 230 miliardi di euro ed un import pari a 150. L’Italia si colloca invece al quinto posto con le esportazioni russe a quota 32,6 miliardi e le importazioni a 13,4 miliardi. In più, dopo la Germania siamo il secondo acquirente in Europa del gas russo:  l’energia è infatti la prima voce del capitolo importazioni con una quota dell’85% che unisce Eni e Gazprom nel progetto South Stream, senza dimenticare gli accordi con Rosneft per lo sfruttamento congiunto dei giacimenti Fedynskij e Centralno-Barentsevskij nel Mare di Barents e del giacimento Zapadmo-Chernomorskij nel Mar Nero. Anche il settore finanziario è al centro della cooperazione italo – russa con Gazprombank e Banca Intesa San Paolo che hanno costituito un fondo comune d’investimenti diretto a supportare l’attività del business italiano e russo sia in Russia che nei paesi dell’Unione Europea. Un supporto per le nostre piccole e medie imprese ma anche per gli investimenti di Severstall, RusAl, Evraz, Novoliptesk, Lukoil e VimpelCom in Italia.

Per questo motivo quindi si cercherà di lasciare fuori dall'elenco delle persone da colpire con le sanzioni gli operatori economici mentre verranno inseriti funzionari russi e ucraini che hanno spinto per la secessione della Crimea e una sua possibile annessione alla Russia. Probabilmente la lista comprenderà anche le  personalità dell'esercito che hanno ordinato ai soldati ucraini di lasciare le loro caserme in Crimea e altri responsabili di azioni che hanno portato alla svolta nella regione. 
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