ITALIA
Il disastro in Campania
Sarno: 20 anni fa l’alluvione. Mattarella “tragedia favorita da incuria”
La tragedia che causò 160 morti, ha ricordato il capo dello stato, fu causata da eventi meteo estremi ma “ingigantita dallo sconsiderato sfruttamento del suolo”

Il comune di Sarno pagò il tributo più elevato di vite umane, ma le frane e le spaventose colate di fango di quel giorno portarono lutti anche nei comuni di Quindici e di Siano e non risparmiarono quelli di Bracigliano e San Felice a Cancello. “Le immagini di quelle ore drammatiche sono ancora impresse nella nostra memoria e restano monito per l'intera nazione", ha ricordato il capo dello stato, aggiungendo che "piogge di straordinaria portata non possono trasformarsi in un cataclisma da cui la popolazione, inerme, non può difendersi. La prevenzione, la cura del territorio, l'equilibrio idrogeologico, l'armonia tra ambiente e aree urbane sono ormai tratti di civiltà irrinunciabile”. Il presidente ha concluso che “l'ambiente è parte della nostra vita ed è fondamento del benessere sociale, economico, civile".
In Italia, ancora oggi si muore a causa del dissesto idrogeologico: dal 2000 al 2017 le vittime per alluvioni o esondazioni sono state 189. Ben 2 milioni di metri cubi di fango e terreno si staccarono dalle pendici del Monte Pizzo d'Alvano portando 137 morti nella sola Sarno, 11 a Quindici e 5 a Siano. Episcopio, frazione di Sarno, fu letteralmente rasa al suolo. E in occasione del ventennale sarà presentata a Salerno una selezione pubblica per l'assegnazione di una borsa di studio di durata annuale sul tema 'Efficacia e efficienza degli interventi di riduzione del rischio in conseguenza degli eventi del 5 maggio 1998 a Sarno'. Iniziativa promossa da 'Rinascere', l'associazione delle vittime della frana, per studiare “cosa è stato fatto per i territori colpiti”. In particolare si dovrà “esaminare lo stato attuale delle opere realizzate ponendo inoltre l'attenzione su quali interventi di manutenzione siano stati programmati e posti in essere e con quanta efficacia”, per rispondere alla domanda che tutte le popolazioni colpite si fanno: se e in che misura gli interventi “abbiano determinato una riduzione del rischio e, soprattutto se, in base al tempo e alle somme impiegati, sia stata offerta la risposta migliore per le prevenzione del fenomeno naturale delle colate rapide di fango nel territorio comunale di Sarno”.
E ad inizio legislatura arrivano due nuove proposte di legge annunciate dall’ex presidente di Legambiente, ora deputata di Liberi e Uguali, Rossella Muroni, una “contro il consumo di suolo e una per contrastare l'abusivismo edilizio che favorisce e disciplina le demolizioni degli abusi e il ripristino dei luoghi". Esistono già strumenti come il cosiddetto 'decreto Sarno', poi convertito nella legge n. 267 del 1998, che prevedeva “tra l'altro la realizzazione dei Piani di Assetto Idrogeologico con le mappe delle aree a rischio frane e alluvione". Ma, avverte la parlamentare, "c'è ancora moltissimo da fare per mettere il Paese al riparo dal rischio idrogeologico. Fenomeno che in passato è stato spesso amplificato da abusivismo edilizio e incuria. E che oggi viene aggravato dai mutamenti climatici in atto e dal conseguente intensificarsi dei fenomeni meteorologici estremi".