EUROPA
Plenaria
Strasburgo riapre, Sassoli: "Simbolo ripartenza", ma l'aula è vuota
Parlamento europeo: prima sessione in presenza dopo 15 mesi di lavori da remoto

"È soddisfacente vedere, dopo 15 mesi di pandemia, crescere nelle opinioni pubbliche dei nostri 27 paesi la fiducia nell'Europa. Non dobbiamo disperdere il dolore e il sacrificio dei nostri cittadini. Oggi, Strasburgo torna ad essere un simbolo di ripartenza". Con queste parole, pronunciate in francese e con una certa emozione, David Sassoli, presidente del Parlamento europeo ha inaugurato la prima sessione plenaria "in presenza" riscuotendo un applauso dall'aula. "Strasburgo è un simbolo dell'unità europea, della pace e della diversità. È in questa terra che nasce il bisogno assoluto di Europa". ha affermato David Sassoli.
"Si sono fermati tutti i nostri Paesi e insieme a tutti i nostri paesi, il mondo si è fermato"
"Questa è una giornata molto importante per il Parlamento europeo - ha continuato Sassoli -. Dopo 15 mesi, torniamo nella sede della nostra Plenaria a Strasburgo. Abbiamo vissuto un tempo terribile che ha causato milioni di morti e sofferenze umane, sconvolgendo la vita quotidiana delle persone e mettendo tanti nostri cittadini in una situazione economica e sociale difficile. Si sono fermati tutti i nostri Paesi e insieme a tutti i nostri paesi, il mondo si è fermato. Riprendere la nostra attività normale a Strasburgo è un segno di fiducia e di speranza per tutti, con il contributo di tutti noi: deputati, gruppi politici, staff, abbiamo mantenuto la nostra istituzione in funzione e garantito all'Unione europea di poter assumere iniziative per proteggere i nostri cittadini". "Il Parlamento europeo -ha proseguito Sassoli- ha dovuto adottare misure straordinarie e nuovi metodi di lavoro, ma consentendo alla nostra assemblea di esercitare le sue funzioni e utilizzare le sue prerogative". "Il Parlamento - ha continuato Sassoli - ha sempre sottolineato la necessità di uscire da questa crisi più forti e uniti, garantendo una transizione ambientale e digitale giusta ed equa e costruendo una società più egalitaria, dove i più vulnerabili tra noi - che sono stati anche i più colpiti durante questo periodo - non saranno lasciati indietro. Con l'attività parlamentare abbiamo contribuito a migliorare tutti gli strumenti di uscita della crisi: la Next Generation Eu, il Recovery and Resilience Facility, lo stato di diritto e la condizionalità, il bilancio settennale e le risorse proprie. Continueremo a fare la nostra parte sulla legge sul clima, sull'agenda digitale e sul patto di immigrazione e asilo. Adesso che siamo di nuovo nella nostra casa di Strasburgo, vorrei ringraziare le autorità francesi per il loro sostegno e la loro cooperazione in questi mesi e i cittadini di Strasburgo per la loro comprensione e la loro costante ospitalità - e saluto la sindaca che è presente con noi".
La sindaca di Strasburgo Jeanne Barseghian ha previsto un ritorno "graduale" alla normalità: la prossima sessione di luglio - ha stimato l'esponente dei Verdi francesi, di lontane origini armene, che guida la città alsaziana, "sarà regolare". Strasburgo "vive da molti anni al ritmo delle sessioni del Parlamento europeo" e la sindaca Jeanne Barseghian, eletta nel luglio 2020, accoglie per la prima volta "con gioia" il ritorno delle riunioni parlamentari dopo 15 mesi di lavori a distanza e a Bruxelles. Secondo la prima cittadina "anche se siamo ancora in un formato ibrido, mi aspetto l'arrivo di almeno la metà dei deputati, fra i 350 e i 400". Per la prima cittadina Barseghian la pandemia "è stato un duro colpo per la nostra città", visto che ogni mese Strasburgo accoglie per la durata delle sessioni alcune migliaia di persone oltre ai 705 deputati: "Si è creato un bell'ecosistema europeo, che riguarda anche i lavori del Consiglio d'Europa e della Corte per i diritti dell'uomo".
Il formato è ancora "ibrido" e le presenze ancora ridotte, dipendono anche dal perdurare degli ostacoli alla mobilità fra Paesi europei. Strasburgo è la sede istituzionale del Parlamento europeo, una settimana al mese. Raggiungerla è però una sfida logistica in quanto è lontana da tutte le capitali e il suo aeroporto è poco servito. Normalmente ci si arriva in auto o in treno da Bruxelles, Parigi o Francoforte. Le limitazioni causate alla pandemia di Covid-19 hanno reso il viaggio più difficile. Gli elevati costi del trasferimento mensile di persone e documenti da Bruxelles hanno sempre alimentato polemiche negli ambienti 'euro scettici'. Inoltre ogni tentativo di riportare tutte le sessioni plenarie dell'unico organismo elettivo dell'Unione europea a Bruxelles, dove hanno sede principale tutte le istituzioni e gli uffici, è sempre stato rifiutato dalla Francia, che non vuole perdere il prestigio e i guadagni di una importante sede comunitaria.
Parole particolari, di stima e di riconoscenza sono state rivolte alla Francia da Sassoli, che così si è espresso: "Adesso che siamo di nuovo nella nostra casa di Strasburgo, vorrei ringraziare le autorità francesi per il loro sostegno e la loro cooperazione in questi mesi e i cittadini di Strasburgo per la loro comprensione e la loro costante ospitalità".