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ITALIA

Il Rapporto di Save the Children "Piccoli schiavi invisibili 2018"

Save the Children, minori migranti costrette a prostituirsi per passare la frontiera

​Al 31 maggio 2018, 4.570 minori risultano irreperibili nel nostro Paese. A Ventimiglia le ragazze vittime di sfruttamento sessuale, costrette a prostituirsi per pagare i passeurs e varcare il confine. In cinque anni, tra il 2012 e il 2016, 152 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni sarebbero stati coinvolti in varie forme di lavoro minorile

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Quasi 10 milioni di bambini e adolescenti, nel mondo, solo nel 2016 sono stati costretti in stato di schiavitù, venduti e sfruttati principalmente a fini sessuali e lavorativi. A dare le cifre di questo drammatico fenomeno e' 'Save the Children', nel Rapporto "Piccoli schiavi invisibili 2018", diffuso a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani. Un numero che corrisponde al 25% del totale delle persone in questa condizione, oltre 40 milioni, di cui più di 7 su 10 sono donne e ragazze.

Circa 1 milione, secondo le stesse stime, i minori vittime di sfruttamento sessuale nel 2016, mentre in cinque anni - tra il 2012 e il 2016 - 152 milioni di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni sarebbero stati coinvolti in varie forme di lavoro minorile, di cui oltre la metà in attività particolarmente pericolose per la loro stessa salute.

Minori migranti vittime di tratta e sfruttamento
In Italia i minori migranti soli in transito alla frontiera Nord sono ad altissimo rischio di subire violenze. E a Ventimiglia le ragazze vittime di sfruttamento sessuale si prostituiscono per pagare i passeurs e varcare il confine. Lo afferma Save the Children, nel Rapporto  Un fenomeno che per sua natura risulta difficilmente quantificabile e che resta in gran parte sommerso. 

Al 31 maggio 2018, 4.570 minori risultano irreperibili nel nostro Paese, hanno cioè abbandonato le strutture di accoglienza in cui erano stati inseriti, in particolare nelle regioni del Sud. Si tratta per lo più di minori eritrei (14%), somali (13%), afgani (10%), egiziani (9%) e tunisini (8%). L'abbandono del sistema di accoglienza e l'ingresso nell'invisibilità, sottolinea il Rapporto, espone i minori in transito a rischi notevoli, in particolare per i più vulnerabili, come le ragazze minorenni provenienti dal Corno d'Africa.

Sebbene le comunità di accoglienza ospitino per lo più ragazzi, particolarmente significativa risulta la presenza di ragazze minorenni eritree (178) e somale (65), la cui propensione all'abbandono è molto alta e che una volta entrate nell'alveo dell'invisibilità rimangono esposte ad abusi e soprusi enormi.  Il caso delle minorenni che a Ventimiglia, al confine italo-francese, si prostituiscono per guadagnare i soldi necessari ad attraversare la frontiera, pagando ai passeurs somme tra i 50 e i 150 euro per il viaggio in auto. Una situazione aggravata anche dopo lo sgombero, ad aprile 2018, dell'accampamento informale nell'area lungo il fiume Roja. Da allora, gli operatori di 'Save the Children' sul terreno, hanno rilevato la permanenza in strada di molti minori in condizioni degradanti, promiscue e pericolose che vengono alleviate in modo episodico soltanto dalle associazioni che offrono assistenza legale, connessione a internet e altri beni di prima necessità. 

Secondo il dossier dunque "l'abbandono del sistema di accoglienza e l'ingresso nell'invisibilità tipica dei migranti in transito espone a rischi notevoli i minori più fragili e più giovani,soprattutto le ragazze".

Save the Children: serve relocation 
"L'interruzione a settembre 2017 del programma europeo di relocation  ha contribuito in maniera importante a costringere i minori in transito a riaffidarsi ai trafficanti o a rischiare la propria vita pur di varcare i confini, così come continua ad accadere a Ventimiglia, a Bardonecchia o al Brennero". Lo spiega Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children. "Nonostante numeri troppo bassi e difficoltà procedurali, il programma di relocation aveva comunque segnato una strada importante per i minori non accompagnati, garantendo un valido argine ai rischi di abusi e sfruttamento. Ora è tuttavia urgente riattivare la relocation per i minori soli a rischio di tratta o sfruttamento, e procedere subito al ricollocamento dei minori soli", conclude Milano.  

E' inaccettabile che nel nostro Paese "bambine e adolescenti finiscano nella rete di sfruttatori senza scrupoli - ha affermato Milano - vittime quotidiane, sulle strade delle nostre città, degli abusi perpetrati da coloro che invitiamo tutti a non chiamare più 'clienti', in linea con quanto indicato dalla Commissione europea, proprio per non oscurare la portata delle sofferenze subite. 

Quanto mai fondamentale e urgente  - ha proseguito Milano - che le istituzioni si impegnino a fondo per mettere fine a questa inaccettabile piaga e tutelare queste giovanissime donne: il nuovo Piano Nazionale Anti-Tratta per il 2019 dovrà contenere un Piano di Azione mirato alla protezione dei minori da rischi di tratta e sfruttamento che preveda interventi e misure di lungo periodo che vanno dalla prevenzione all'emersione, dalla presa in carico delle vittime sino alla loro piena inclusione sociale ed economica, anche attraverso programmi di mentoring e tutoraggio per l'inserimento scolastico e lavorativo.

Contestualmente- ha concluso la dirigente di Save the Children - è necessario rafforzare la rete di contrasto alla tratta di esseri umani a livello europeo e internazionale per colpire le reti criminali che speculano sulle sofferenze dei minori e rafforzare le misure di contrasto in modo diffuso sul territorio tanto per quanto riguarda lo sfruttamento sessuale che per quello lavorativo". 
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