ITALIA
Finora la coppia coinvolta non ha sporto denuncia
Scambio di embrioni, la scelta della madre: "Terrò i gemelli"
La donna incinta di due bambini ha annunciato che la sua gravidanza continuerà. Intanto proseguono gli accertamenti per far luce sul caso. Al Pertini arrivano gli ispettori

Il presunto scambio
Mentre la coppia protagonista del presunto scambio di embrioni è scossa dalla situazione, continuano gli accertamenti per fare luce sul caso. La donna porta due gemelli in grembo da quattro mesi. Gli embrioni però potrebbero appartenere a un'altra coppia - che avrebbe subito un aborto spontaneo - a causa di un presunto errore nel corso di un trattamento di fecondazione assistita. Ma chi sta conducendo i primi accertamenti non esclude che possa esserci stato uno scambio di referti e non di provette.
La commissione d'inchiesta
All'ospedale Pertini comunque arriveranno a breve gli ispettori del ministero della Salute: "Un caso gravissimo - hanno commentato dal dicastero - Vogliamo verificare il percorso seguito dal centro e le ragioni per cui non ne sia stata data tempestiva informazione all'autorità centrale". Una commissione d'inchiesta, attivata da Asl Roma B e Regione Lazio, si è invece insediata già dall'inizio di aprile, mentre l'Unità medica per la sterilità è stata chiusa da qualche settimana.
La frustrazione della coppia
"Queste sono vicende davanti le quali si rimane scioccati - ha affermato l'avvocato Michele Ambrosino - C'è nella coppia un senso di frustrazione, di coartazione e disagio. Ma sarebbe stata necessaria una maggior tutela, una maggior privacy, perché si rischia di creare una psicosi collettiva generalizzata".
Finora nessuna denuncia
Il legale della coppia coinvolta nel presunto scambio ha poi spiegato: "Credo che sia il primo caso di questo tipo in Italia. Se intervenisse la magistratura, farebbe giurisprudenza". La coppia si è rivolta all'avvocato "a febbraio, dopo che avevano eseguito una villocentesi al S. Anna di Roma nella quale era stato rilevato che non c'era materiale genetico compatibile con i genitori". Erano in attesa degli accertamenti del Pertini perché "ci sembrava una problematica talmente piena di aspetti sia giuridici, sia sociali, sia psicologici che etici che non si poteva non rendere partecipe la struttura. Non abbiamo presentato denuncia - ha concluso l'avvocato - ma cercavamo di avere il massimo di privacy e di riservatezza".