ITALIA
Scontri e spari prima della finale tra Napoli e Fiorentina
Alfano: ipotesi Daspo a vita
Polemiche sulla maglietta indossata dal capo ultras del Napoli, Genny 'a carogna, inneggiante ad Antonino Speziale, il tifoso che uccise l'ispettore Raciti. La vedova del poliziotto: "Ci siamo sentiti presi a schiaffi". In prognosi riservata il tifoso partenopeo gravemente ferito dagli spari, operato ieri. La madre: "Non possiamo permetterci un avvocato"

La presunta trattativa con i tifosi
Al centro delle polemiche c’è infatti il lungo scambio con Genny 'a carogna, capo popolo della tifoseria del Napoli, diventato l'interlocutore di Marek Hamsik, capitano della squadra partenopea, e dei responsabili dell'ordine pubblico prima dell'annuncio che la partita si sarebbe giocata. Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha negato che ci sia stata trattativa con i tifosi e ha annunciato un giro di vite fortissimo contro i violenti da stadio, con l'ipotesi di un Daspo a vita.
"Lo Stato c'è, è forte e non fa trattative con le curve", ha aggiunto stamane il ministro, intervistato da Rtl. "All'Olimpico la tensione è scoppiata per fatti verificatisi a tre-quattro chilometri dallo stadio. Perciò il capitano del Napoli Hamsik è andato a dire alla Curva non 'datemi il permesso di giocare', ma che il tifoso napoletano non era stato ferito in un contesto collegato a faide tra tifoserie". La finale di Coppa Italia "è stata avviata perché l'ordine pubblico era garantito dentro e fuori lo stadio", ha aggiunto il ministro.
Sul tema della trattativa, il Questore di Roma, Massimo Mazza, aveva detto: "Non abbiamo mai pensato di non far giocare la partita" e quella chiacchierata tra il capitano del Napoli e l'ultrà era solo per informare i tifosi delle condizioni di salute del tifoso ferito.
Parla Genny 'a carogna
"Hamsik è venuto da noi solo per rassicurarci sulle condizioni del nostro amico, per dirci che poteva farcela. Lo stesso messaggio che ci hanno dato le forze dell'ordine. Abbiamo parlato con tutti con calma e rispetto, senza minacce o provocazioni. Non c'è stata alcuna trattativa tra la Digos e la curva sull'opportunità di giocare". Così il capo ultrà Gennaro De Tommaso, Genny 'a carogna', in un'intervista a Il Mattino. Sulla maglietta che inneggiava al giovane condannato per la morte dell'agente Raciti, Genny dice: "La maglietta è in onore di un ragazzo che sta chiedendo attraverso i suoi legali la revisione del processo. E' una richiesta di giustizia, non un'offesa contro una persona deceduta o contro i suoi familiari".
Le condizioni del tifoso del Napoli ferito
Ciro Esposito è stato operato ieri al Policlinico di Gemelli di Roma. “I medici ci hanno detto che l’intervento è andato benissimo. Ovviamente Ciro torna in rianimazione" ha raccontato la madre, Antonella Leardi. Il giovane ha trascorso una notte stabile con un decorso post operatorio regolare. Lo si apprende da fonti mediche del Policlinico.
La donna ha poi lanciato un appello: "E' una cosa che non concepisco che questi ragazzi si vadano a uccidere. Devono essere sportivi e uniti". Poi ha voluto sottolineare: “Siamo gente onesta di Scampia e siamo fieri di esserlo". E riguardo all’aggressore del figlio ha confessato: "Ha fatto una mostruosità. Nel mio cuore l'ho già perdonato, ma non riesco a capire quello che ha fatto. Siamo fratelli d'Italia, che sono queste cose?".
La donna ha lanciato inoltre una richiesta di aiuto: "Se qualcuno ha un po' di cuore ci mandasse un avvocato per tutelare mio figlio perché noi non abbiamo la possibilità economica" ha detto.
La vedova Raciti: "Ci siamo sentiti presi a schiaffi"
Al dolore di una madre, si aggiunge anche quello di una moglie: la vedova dell’ispettore Filippo Raciti, rimasto ucciso negli scontri del derby a Catania del 2007. Genny 'a carogna, infatti, indossava una t-shirt con la scritta inneggiante alla libertà di Antonino Speziale, ultrà catanese condannato a 8 anni proprio per l'omicidio di Raciti. "Vedere quelle scene è stato traumatico, eravamo increduli, ci siamo sentiti presi a schiaffi". “E' una vergogna” ha inoltre dichiarato: lo stadio consegnato "in mano a dei violenti" e lo "Stato che non reagisce, anzi, resta impotente e quindi ha perso". La donna ha ricevuto la solidarietà delle massime istituzioni: il premier Matteo Renzi, il presidente del Senato, Pietro Grasso, il ministro Alfano e e il capo della Polizia Alessandro Pansa.
"Quella maglietta mi ha indignato ed ho telefonato alla vedova Raciti per dire che noi ci sentiamo tutti Raciti. E' inaccettabile che le divise e l'onore dei poliziotti vengano messi in discussione. Io sto dalla loro parte", ha detto Alfano.
Renzi: basta impunità
E in un’intervista al quotidiano la Stampa, Renzi parla di quanto accaduto alla finale di Coppa Italia: “Sabato, e troppe altre volte come sabato, abbiamo visto lo stadio come un luogo dell'impunità. Sa qual è stata la cosa forse più sconvolgente? E' stato vedere i giocatori che andavano a parlare con i capi delle tifoserie". Poi aggiunge: "Non ci sono dubbi che questo deve finire. Comporterà la rottura con certi ambienti delle tifoserie organizzate? Vorrà dire che romperemo".