MONDO
Stato di Washington
Seattle, quando investire in cannabis non conviene
Legalizzata nel 2012, il business della marijuana sarà gestito da pochi commercianti e coltivatori. E le banche non aiutano

L’autorità di Seattle che controlla la concessione delle licenze infatti ha deciso che non tutti i locali che hanno chiesto di poter vendere marijuana saranno accontentati e dal 7 luglio, giorno di inaugurazione dei pot-shop, solo in 20 potranno far partire gli affari. Una brutta notizia per i clienti che vedranno così ridursi la concorrenza e salire i prezzi. Si parla infatti di circa 25 dollari al grammo, ai quali vanno aggiunti i rincari per le tasse che chi ha ottenuto la licenza dovrà pagare.
Ma a lamentarsi non sono solo consumatori e negozianti. Anche i coltivatori sono stati colpiti dai rigidi controlli. In 2.600 avevano fatto richiesta di poter iniziare a produrre marijuana ma solo 80 sono stati approvati. Così chi aveva speso 250mila dollari tra acquisto del terreno, telecamere di sorveglianza e recinzione ha dovuto rinunciare, per ora, ai primi guadagni. E chi invece è riuscito a entrare nel business della cannabis troverà presto un altro nemico. Le banche, con il mosaico di leggi e regolamenti in materia di commercio della marijuana,non aiuteranno nell’investimento. A livello federale infatti l'erba rimane illegale, anche se lo scorso febbraio il Dipartimento del Tesoro Usa ha detto che le banche potranno trattare - a determinate condizioni - con i commercianti. Niente prestiti, niente conti correnti o carta di credito, e un volume di contanti difficile da gestire con tanti pericoli sul fronte della sicurezza.