SCIENZA
Decollo in diretta su RaiNews24
Semaforo verde a Kourou: pronto il lancio per COSMO-SkyMed e CHEOPS
Alle 9.54 italiane un vettore Soyuz porterà nello spazio due satelliti di grande valore per l'Italia. Faranno, rispettivamente, monitoraggio del pianeta Terra e studio dei pianeti extrasolari

Ultimi controlli positivi
La base sulla costa del Sud America si sta preparando per l'ultimo lancio del 2019, il nono dell'anno. “Gli ultimi controlli sul lanciatore, sui payload, sulle previsioni meteo e sulle strutture che dovranno seguire la partenza hanno dato esito positivo – dice Francesco Longo, responsabile dei programmi dell'Agenzia Spaziale Italiana – Siamo pronti”.
Seconda generazione per COSMO-SkyMed
Il nuovo satellite della costellazione COSMO-SkyMed, costruito da Thales Alenia Space, osserverà il nostro pianeta con un livello di dettaglio superiore ai quattro già operativi, lanciati fra il 2007 e il 2010. Sarà il primo passo per il rinnovo della costellazione, le cui applicazioni vanno dal monitoraggio ambientale alla sicurezza, fino alle attività di difesa. Dopo il lancio, il testimone passerà al Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, in Abruzzo, da dove saranno seguite le prime delicatissime fasi di posizionamento in orbita. I dati invece saranno ricevuti al Polo Spaziale della Basilicata di Matera.
Missione per studiare gli esopianeti
CHEOPS invece andrà in cerca di preziose informazioni sui pianeti che orbitano intorno a stelle lontane. È una missione su cui l'ESA punta molto e che permetterà agli scienziati di capire quale sia la massa e la composizione degli esopianeti più interessanti scoperti finora, cioè quelli apparentemente più simili alla Terra. Anche in questo caso il contributo italiano è considerevole: in particolare, con il supporto dell'ASI, Leonardo, Media Lario e Thales Alenia Space hanno costruito il telescopio. È l'occhio con cui CHEOPS effettuerà le sue rilevazioni ed è stato progettato da ricercatori dell'INAF di Padova e Catania.
Lancio successivo a gennaio
A Kourou intanto si lavora già alla missione successiva. In un enorme edificio è in corso la preparazione di un lanciatore Ariane5 alto più di 50 metri. A metà gennaio inaugurerà il 2020 della base portando nello spazio due satelliti per telecomunicazioni.