POLITICA
Battuto il candidato Pd, Giorgio Pagliari
Senato, maggioranza divisa: Torrisi (Ap) eletto presidente della commissione su riforma elettorale
Il senatore di Alternativa popolare è stato eletto con i voti delle opposizioni, contro gli accordi sottoscritti in maggioranza, in particolare da Pd e Ap

Pd: "Patto della conservazione"
I renziani partono all'attacco: "Un inedito patto della conservazione. Non vogliono muovere foglia sulla legge elettorale". Chiedono un incontro a Mattarella. Alla fine, a quanto si apprende anche dopo un intervento del Colle, Alfano chiede al suo senatore di rinunciare all'incarico e Gentiloni, dopo un incontro a Palazzo Chigi con il Pd, si impegna a "rafforzare la coesione della maggioranza". Ma il caso non è chiuso.
Torrisi non si dimette
Alfano ha chiesto le sue dimissioni ma Torrisi, spiega chi gli ha parlato, non ha per il momento intenzione di fare un passo indietro. Messo alle strette potrebbe passare anche al gruppo Misto, "ma farei parte comunque della maggioranza", ha confidato. E dunque nessun vulnus, nessun approdo nelle file dell'opposizione, "E' inutile - dicono fonti centriste - chiamare in causa Mattarella".
Venti di crisi nella maggioranza
La vicenda dell'elezione del presidente della Commissione affari costituzionali al Senato (con i 16 voti richiesti a scrutinio segreto) riporta la maggioranza nel caos. Il caso è destinato a deflagrare anche se la capogruppo di Alternativa popolare, Bianconi, ha invitato i dem alla calma, "a non far esplodere la bomba atomica".
Il Pd chiede un chiarimento politico
Anche qualora arrivassero le dimissioni di Torrisi il Pd chiederebbe comunque un chiarimento politico. Lo stesso Renzi non ha nascosto la sua irritazione, spiegando ai suoi che "cosi' non si può andare avanti". Venti di crisi di governo, quindi. Ma molti esponenti di Alternativa popolare puntano il dito proprio contro l'ex segretario Pd: "Vuole destabilizzare, punta al voto", è l'accusa che viene mossa, "in altre circostanze, come con Matteoli, non ha detto nulla".
Gentiloni: impegno per rafforzare la coesione nella maggioranza
Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha manifestato anche ad Angelino Alfano e ai vertici del Pd la preoccupazione per quanto successo. Il responsabile degli Esteri non ha gradito la 'manovra' su Torrisi, "bisognava dimostrare lealtà", ha spiegato ai suoi, ricordando come già la settimana scorsa aveva 'bloccato' qualsiasi operazione del genere. "Mi impegnerò per rafforzare la coesione nella maggioranza", ha spiegato il premier a Guerini e Orfini che hanno chiesto un incontro al Quirinale, richiesta però non ancora ufficialmente pervenuta.
Orlando: crisi di governo? Spero di no
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando spera che non si vada a una crisi di governo.
"Io questa prospettiva spero si eviti perché altrimenti si va a votare con la legge elettorale
uscita dalla Consulta e o non si avrà una maggioranza e si tornerà a votare tra sei mesi o si tornerà alle larghe intese, per cui dalla padella alla brace", dice il candidato alla segreteria del Pd.
Grasso: tempesta in un bicchier d'acqua
Sul caso interviene anche il presidente del Senato, Piero Grasso. "Mi sembra la classica tempesta in un bicchier d'acqua. Evidentemente nei mesi in cui Torrisi ha svolto il ruolo di presidente è stato apprezzato anche dalle opposizioni per cui è stato confermato nel suo ruolo a maggioranza assoluta e nel primo scrutinio", dice Grasso conversando con i cronisti. "Ho avuto modo di esprimere queste mie considerazioni anche ai capigruppo Zanda e Bianconi".