ITALIA
Estate rovente
Siccità, allarme della Coldiretti: fiume Po sceso di un metro, laghi svuotati fino all'80%
Il gran caldo e l'assenza di precipitazioni riducono la portata dei corsi d'acqua e prosciugano gli invasi: si temono problemi per l'agricoltura. Secondo l'associazione degli agricoltori, ci sarebbero già danni per 200 milioni di euro

Emergenza siccità
Il livello del fiume Po, dal quale dipende notevolmente l’irrigazione dei campi, è sceso a livelli preoccupanti, soprattutto se non arriveranno in fretta precipitazioni consistenti. Al ponte della Becca il livello è di -3,32 metri, con tendenza a scendere. Le percentuali di riempimento dei grandi laghi vanno dal 20,7% per il lago di Iseo al 31,2% per il lago di Como, al 49,6% per il lago di Garda fino al 63,5 % per il lago Maggiore.
Timori per i raccolti
Secondo il presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo, si contano già pesanti danni per effetto della siccità. Le temperature record di luglio stanno letteralmente “bruciando” gli ortaggi e la frutta come i meloni, così come sono in grandi difficoltà le coltivazioni di mais necessarie per l'alimentazione degli animali che hanno bisogno di una adeguata irrigazione e per le quali si prospetta un crollo dei raccolti.
Produzione di latte in calo
I problemi - continua la Coldiretti – riguardano anche il pomodoro da conserva con lessature e scottature ed un forte calo delle quantità prodotte in alcune zone. Non va meglio per l'allevamento perché con le alte temperature di questi giorni le mucche arrivano a bere fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi ed a causa dello stress producono in media a livello nazionale il 10-15% in meno di latte, un calo che significa una perdita di 100 milioni di litri di latte in un mese.
Paura per la grandine
La Coldiretti stima danni per almeno 200 milioni di euro. Nel fine settimana sono annunciati temporali, ma a preoccupare sono le manifestazione temporalesche violente che si sono già verificate in alcune aree del Paese. La grandine, conclude l’associazione, in questo periodo è la più temuta dagli agricoltori perché rovina irreversibilmente i raccolti frutto di un intero anno di lavoro.