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ITALIA

300 mila morti

Siria, Carla del Ponte lascia la Commissione ONU: "Non abbiamo poteri, non c'è volontà politica"

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Carla Del Ponte lascia la Commissione d'inchiesta ONU sulla Siria. E lascia con una denuncia molto dura: gli stati - ha detto - non hanno la volontà politica di sostenere la giustizia internazionale, tanto che ancora non esiste un tribunale. L'annuncio è arrivato durante il Festival di Locarno: le dimissioni sono pronte, parteciperà all'ultima sessione di settembre poi l'addio sarà cosa fatta.

Come lavora la Commissione e perchè Carla Del Ponte lascia
Istituita nel 2011, la Commissione - composta da tre membri - ha visto l'ingresso di Carla Del Ponte nel 2012. Pur non potendo entrare nel Paese - e limitandosi quindi a interviste, foto e referti - negli anni ha documentato le atrocità commesse da entrambe le parti durante la guerra che ha ucciso almeno 300 mila persone e trasformato in profughi migliaia di persone. Le indagini sono state a 360 gradi: armi chimiche, genocidio della popolazione Yazida dell’Iraq, attacchi ai convogli umanitari, assedi che hanno decimato migliaia di civili. I loro rapporti, però, non hanno fatto breccia in un Consiglio di Sicurezza ostaggio del veto russo che, ad esempio, ha sempre mostrato la ferma intenzione di non coinvolgere la Corte Penale Internazionale dell'Aja. 

A settembre l'ultima sessione
“La mia presenza era diventata un alibi - ha detto il magistrato svizzero che è stata procuratrice capo del Tribunale penale internazionale dell'Aja per l'ex Jugoslavia (1999-2007) e per quello che si è occupato del genocidio in Ruanda - né in Ruanda, né nell’ex-Jugoslavia ho mai visto cose così gravi come quelle che stanno accadendo in Siria: è una grande tragedia, non esiste ancora un tribunale”. Carla Del Ponte parteciperà alla sessione di settembre del Consiglio dei diritti umani a Ginevra poi lascerà la Commissione in cui ha lavorato insieme al brasiliano Paulo Pinheiro e all’americana Koning AbuZayd. 
 
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