MONDO
Siria
Inferno Yarmouk, Gentiloni: "Stanziati 1,5 milioni di euro per i bambini"
Stato islamico e Fronte al Nusra controllano circa l'80% del campo profughi palestinese. Secondo fonti locali sono state uccise oltre mille persone
Grazie al contributo italiano, prosegue la nota, Unicef potrà garantire protezione, assistenza psicologica e sostegno umanitario ai bambini palestinesi del campo - circa 3.500 - e alle famiglie in fuga da Yarmouk (al momento, 2mila persone), che ora versano in condizioni materiali e di sicurezza estremamente precarie alla periferia di Damasco. Il finanziamento all'Unrwa consentirà all'Agenzia di finanziare le operazioni di distribuzione di cibo, di acqua potabile e l'offerta di servizi di assistenza sanitaria a favore della popolazione del campo - complessivamente 18mila persone - non appena sarà possibile l'accesso umanitario.
I due progetti si inseriscono nell'ambito del più ampio pacchetto di interventi umanitari per la crisi siriana annunciato dall'Italia in occasione della Conferenza dei donatori tenutasi a Kuwait City il 31 Marzo 2015 e portano a oltre 66 milioni l'impegno finanziario complessivo dell'Italia per attività umanitarie a favore della popolazione in Siria e dei rifugiati nei Paesi limitrofi dall'inizio del conflitto.
Il campo di Yarmouk
Nel campo di Yarmouk a resistere all'avanzata di Isis e di Al Nusra resta solo un residuo di forze laiche palestinesi, cui si aggiunge l'ala locale di Hamas, Aknaf Beit al Maqdisi. Fonti locali affermano che "elicotteri governativi siriani bombardano postazioni jihadiste nel campo", che si trova a soli cinque chilometri a sud del centro di Damasco e costituisce una via obbligata di accesso alla capitale siriana.
Un paio di anni fa, prima che iniziasse l'assedio delle forze fedeli al regime del presidente siriano Bashar Al Assad, nel campo di Yarmouk vivevano 150mila persone. Una vera e propria città, ora semidistrutta, nelle cui vie giacciono i corpi delle vittime e dei feriti che non possono essere soccorsi a causa dei combattimenti che continuano a infuriare.