MONDO
Negoziati al via da gennaio. Nessun riferimento ad Assad
Siria: l'Onu approva una risoluzione sull'inizio dei negoziati di pace

La risoluzione chiede che "il segretario generale, attraverso il suo inviato speciale in Siria, Staffan de Mistura, convochi i rappresentanti del governo siriano e dell'opposizione per dare il via a negoziati formali "su un processo di transizione politica urgente". L'obiettivo e' di dare il via ai colloqui "all'inizio di gennaio".
Nel testo si riconferma il sostegno al comunicato di Ginevra del 2012 e alle dichiarazioni di Vienna. Il processo politico ha l'obiettivo di stabilire entro 6 mesi un governo di transizione credibile e inclusivo per passare all'approvazione di una nuova Costituzione e ad elezioni sotto l'egida dell'Onu entro 18 mesi. La risoluzione sottolinea lo stretto legame tra il cessate il fuoco e un parallelo processo politico ed enfatizza il bisogno di un monitoraggio della tregua, oltre ad un meccanismo di verifica da parte delle Nazioni Unite.
Nessun riferimento ad Assad
La risoluzione sulla Siria adottata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu parla del processo di pace e del cessate il fuoco nel Paese mediorientale, ma non menziona il punto cruciale: il futuro del presidente Bashar al Assad.
Ban: prima risoluzione su processo politico
"E' la prima risoluzione del Consiglio di Sicurezza che riguarda il processo politico in Siria e rappresenta quindi un passo importante su cui lavorare": lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, dopo il voto. "Le Nazioni Unite sono pronte a lanciare negoziati in Siria mediati dall'inviato speciale dell'Onu, Staffan de Mistura", ha aggiunto Ban.
Kerry: prima volta tutti sulla stessa strada
"Approvando questa risoluzione il Consiglio di Sicurezza dell'Onu manda un chiaro messaggio: per la prima volta tutti sono stati capaci di intraprendere una nuova strada". Cosi' il segretario di stato Usa, John Kerry, dopo l'ok alla bozza sulla Siria. "Dobbiamo porre fine al bagno di sangue, alle azioni di terrore e ai bombardamenti, questo e' l'obiettivo di oggi", ha aggiunto.
Lavrov: vertice non su futuro Assad,ma su opposizione
Durante il vertice sulla Siria a New York "si e' parlato della questione del futuro di Bashar al Assad, ma la posizione russa e' stata molto chiara, ossia che questo summit non era su Assad ma sul cercare di trovare un'opposizione accettabile per i negoziati e un accordo sulla lista dei gruppi terroristici": cosi' Serguei Lavrov, al termine della riunione 'formato Vienna' al Palace Hotel. "Speriamo che il governo di Damasco e l'opposizione abbiano l'opportunita' di iniziare i negoziati in gennaio", ha aggiunto.
Mogherini: mandato a De Mistura avviare negoziati
La riunione sulla Siria "è stata difficile ma si è conclusa bene con l'accordo sulla necessità di andare avanti e dare un forte mandato all'inviato speciale Onu Staffan de Mistura per avviare il negoziato tra i rappresentanti dell'opposizione e del regime" ha detto Federica Mogherini a New York. "Ci aspettiamo che questo avvenga nel mese di gennaio"
La Rappresentante degli affari esteri dell'Ue ha precisato che l'Unione ha "molto spinto" perché l'avvio dei negoziati "avvenga e in tempi rapidi, per dare un segnale di speranza ai siriani e per aprire degli spazi di intervento umanitario che sono molto urgenti". "La riunione di oggi segna un punto di passaggio importante", ha concluso.
Gentiloni: se processo parte le cose cambieranno
Quella della comunita' internazionale sulla Siria e' una scommessa, ma se il processo parte le cose cambieranno" ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni al termine della riunione del Gruppo Internazionale di Sostegno sulla Siria a New York. I paesi del gruppo hanno trovato un accordo sulla transizione: l'auspicio e' che con la transizione arrivi il cessate il fuoco. Sono questi i due cardini della risoluzione che il Consiglio di Sicurezza si prepara ad approvare", ha detto Gentiloni dopo la riunione.
L'avvio di un processo di transizione in Siria, "se si incamminera' lungo i binari immaginati a Vienna" con la partecipazione dei gruppi di opposizione del regime, "provocherà un cambiamento che inciderà sui poteri attuali di Assad e su una sua uscita di scena". Se ne e' detto convinto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che ha partecipato a New York al Gruppo Internazionale di Sostegno sulla Siria.
Gentiloni ha osservato che "la novita' di Vienna" e' stata di capire che alla fuoriuscita di Assad si può arrivare con il negoziato, anche se nei tre incontri di novembre e dicembre "le posizioni più distanti hanno avuto al centro i rapporti con Damasco".