MONDO
Putin: “Valutazione altamente positiva”
Siria, la Russia colpisce anche dalle navi. Il Pentagono: caccia Usa ha deviato per evitare contatto
Obiettivi Isis centrati dalla flotta del Mar Caspio. Washington: "Se Mosca continuerà ad agire unilateralmente non c'è spazio per il dialogo"

Irriverente tranquillità
Una dimostrazione di muscoli, ma anche di irriverente tranquillità verso le polemiche che in Occidente continuano ad accompagnare l'operazione russa in Siria, a partire dall'accusa di colpire pure i ribelli dell'opposizione “moderata”, oggetto della nuova offensiva di terra lanciata da Damasco nelle regioni centrali del Paese con la copertura dei raid russi. Le forze governative hanno lanciato attacchi su varie direttrici, in particolare verso le aree di Atshan, Al Sayad e Latmin.
Il Pentagono: almeno un jet Usa costretto a cambiare rotta
Gli Usa restano irritatissimi e, tramite il portavoce del Dipartimento di Stato, John Kirby, affermano che oltre il 90% dei raid russi in Siria "non hanno colpito l'Isis o terroristi affiliati ad Al Qaeda". Il segretario della Difesa americana Ashton Carter ha ribadito da Roma che gli Stati Uniti "non sono pronti a collaborare con la Russia se continua a perseguire una strategia errata", ossia quella di colpire obiettivi non Isis, anche se restano interessati a discutere le regole di sicurezza per i loro piloti. "Ma finora non c'è stata alcuna richiesta formale di collaborazione da parte dei russi", ha sottolineato. "Se Mosca vuole contribuire alla coalizione anti-Isis in maniera costruttiva ben venga, ma se continuerà agendo unilateralmente non c'è spazio per il dialogo", ha confermato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest. Mentre il Pentagono ha fatto sapere che almeno un velivolo militare americano ha dovuto modificare la propria rotta mentre sorvolava la Siria per evitare di avvicinarsi in maniera troppo pericolosa ad un jet russo.
Mosca rispedisce le accuse al mittente
Mosca replica che si tratta solo di concordare alcuni "dettagli tecnici" e ribalta le accuse: "Le forze aeree Usa e di altri Paesi hanno effettuato attacchi per un anno, abbiamo motivo di credere che non sempre, o meglio, molto spesso abbiano attaccato obiettivi diversi da quelli terroristici", ha dichiarato Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, alludendo a bersagli legati al regime di Assad.
Alta tensione con la Turchia
Resta la tensione anche tra Mosca e Ankara, che ha convocato per la terza volta l'ambasciatore russo in Turchia per le due violazioni dello spazio aereo, mentre il premier Ahmet Davutoglu ha accusato il Cremlino di aver condotto 57 operazioni aeree, di cui 55 contro l'opposizione moderata e solo 2 contro l'Isis. Anche Ankara però pragmaticamente ha accettato di stabilire una linea di contatto con Mosca per evitare incidenti nei cieli. I rischi restano alti, soprattutto ai confini tra la Siria e la Turchia, che sostiene i gruppi di opposizione anti Assad: Ankara ha denunciato che otto suoi jet F-16 in pattugliamento lungo la frontiera sono stati puntati ieri per un minuto e mezzo dai radar dei sistemi missilistici di Damasco per la seconda volta in due giorni.
Le aperture di Mosca
Per dimostrare la sua intenzione di colpire l'Isis, Mosca continua a dirsi disponibile a stabilire contatti con i leader dell'esercito libero siriano, che si oppone ad Assad, per discutere il loro coinvolgimento in un processo politico. Il Cremlino si dice pronto anche a dare il suo contributo per unire gli sforzi dell'esercito siriano con quelli dell'Esl, come avrebbe suggerito Hollande nel recente vertice di Parigi, secondo quanto sostenuto da Putin. Il presidente francese sembra però averlo smentito oggi, alla plenaria del Parlamento europeo: "Sappiamo che non sarà possibile riavvicinare l'opposizione, e parlo dell'opposizione democratica, quella moderata, con chi massacra il popolo siriano".
Putin: “Valutazione altamente positiva”
Sta di fatto che Mosca ha alzato il tiro colpendo con i missili lanciati dal Mar Caspio, attraverso i cieli “amici” dell'Iran e dell'Iraq: una scelta che sembra voler dimostrare come la Russia disponga di un arsenale completo, pari a quello della superpotenza americana. “È ancora presto per tirare le somme dell'operazione delle forze aeree russe in Siria ma quello che è stato fatto merita una valutazione altamente positiva", si è congratulato Putin con il suo ministro della Difesa.