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MONDO

Lo rivela al Jazeera

Siria, liberato giornalista americano rapito due anni fa in Turchia

Peter Theo Curtis era stato rapito nell'ottobre 2012 nel sud della Turchia; è stato consegnato al personale delle Nazioni Unite. Stamattina i miliziani dell'Isis avevano liberato un cittadino tedesco di 27 anni arrivato nel paese nel 2013

Peter Theo Curtis
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Dopo due anni è stato liberato in Siria il giornalista americano, Peter Theo Curtis, scomparso nel sud della Turchia.

Il reporter era stato rapito nell'ottobre 2012 ad Antakya, mentre si preparava a entrare nel paese mediorientale. La notizia della liberazione viene data dalla tv Al Jazeera poi arriva la conferma della famiglia sul New York Times, e infine l'ufficialità dal segretario di Stato John Kerry.
"Abbiamo facilitato la consegna di Curtis", si legge in una nota del Palazzo di Vetro che conferma il ruolo avuto nella liberazione del reporter che è stato preso in consegna dai caschi blu nel villaggio di Al Rafid, nelle alture del Golan, alle 18:40 di oggi, ora locale. "Dopo una visita medica, Curtis è stato consegnato a rappresentanti del governo americano", conclude la nota dell'Onu.

Lo scorso 30 giugno, sempre al Jazeera aveva trasmesso un video amatoriale in cui Curtis appariva presentandosi con le sue generalità e definendosi un giornalista di Boston.
Chiaramente leggendo un testo, affermava di avere "tutto" ciò di cui aveva bisogno, "tutto perfetto, cibo, abiti e anche amici". Affermazioni in contrasto con quanto raccontato da un altro ostaggio americano, il fotogiornalista Matthew Schrier, che era detenuto con lui in una cella dello Jabhat al Nusra, il ramo siriano di al Qaida che si è separato dall'Isis. Schirer è riuscito a fuggire d nel luglio del 2013 e ha raccontato di essere stato affamato dai suoi carcerieri, che lo hanno anche torturato.

Stamattina in Siria è stato liberato un altro ostaggio: i miliziani dell'Isis hanno rilasciato un 27enne tedesco. Partito dalla regione orientale del Brandeburgo, sarebbe arrivato in Siria nel giugno 2013 per "impegni umanitari". Berlino ha negato di aver pagato un riscatto per il rilascio.
 
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