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MONDO

Il bilancio tra i civili è arrivato a 1.100 vittime in meno di un mese

Siria, nella Ghouta si continua a morire: all'Onu nuova bozza Usa per la tregua

Nuovo tentativo della comunità internazionale per fermare l'offensiva del regime siriano contro la roccaforte dei ribelli alla periferia di Damasco. La risoluzione per il cessate il fuoco passata al consiglio di Sicurezza Onu del 24 febbraio è rimasta di fatto disattesa

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Nuovo tentativo della comunita' internazionale per fermare l'offensiva del regime siriano contro Ghouta Est, la roccaforte dei ribelli alla periferia di Damasco da quasi un mese martellata da bombardamenti che hanno fatto oltre 1.100 morti tra i civili. Gli Stati Uniti hanno proposto al Consiglio di sicurezza dell'Onu una nuova bozza di risoluzione per una tregua umanitaria di un mese dopo che quella precedente, approvata il 24 febbraio, è rimasta sostanzialmente disattesa.

Haley punta il dito contro la Russia
Un fallimento che l'ambasciatore americano all'Onu, Nikki Haley, imputa alla Russia, ferreo alleato di Bashar al-Assad, che ha "sfruttato una scappatoia" per continuare a bombardare i ribelli indiscriminatamente ritenuti da Mosca e Damasco tutti "terroristi". "E' arrivato il momento di agire", ha sottolineato Haley, presentando un testo "semplice, vincolante, che non lascia margini a violazioni". "La Russia è diventata lo strumento di Bashar al-Assad o peggio dell'Iran?", si è domandata, assicurando che gli Usa "sono pronti ad agire se devono" contro "qualunque nazione determinata a imporre il suo volere attraverso attacchi chimici e sofferenze disumane, soprattutto il regime siriano fuorilegge".

La nuova bozza: cessazione di tutte le ostilità per 30 giorni
La bozza della nuova risoluzione prevede una cessazione di tutte le ostilità a Ghouta Est per 30 giorni, la su aimmediata entrata in vigore e la garanzia di "accesso sicuro, senza impedimenti e duraturo" a convogli di aiuti umanitari e di "evacuazioni mediche sicure e incondizionate".

Alla Russia si è rivolto anche l'ambasciatore francese all'Onu, Francois Delattre: "Tenuto conto della sua influenza sul regime, della sua partecipazione alle operazioni, ha la capacita' di convincere Damasco a fermare questa offensiva terrestre e aerea" contro Ghouta Est. "E' naturale che oggi, a questo stadio della crisi, gli sguardi si rivolgano verso di lei", ha aggiunto Delattre.

Guterres accusa: "Dopo la risoluzione del 24 febbraio i bombardamenti si sono intensificati"
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha condannato il fatto che la risoluzione del 24 febbraio non sia stata rispettata. Anzi, ha sottolineato, i bombardamenti e l'offensiva di terra si sono intensificati da quando è stata adottata la tregua due settimane fa, per questo è urgente "consentire evacuazioni umanitarie" della popolazione intrappolata sotto i bombardamenti. Senza citare la Russia, ha invitato "tutti gli Stati" a garantire l'attuazione del cessate il fuoco e che gli aiuti raggiungano i civili.

E l'ambasciatore russo fa orecchie da mercante
L'ambasciatore russo all'Onu, Vassili Nebenzia, ha fatto orecchie da mercante: le autorità siriane - ha sostenuto - hanno diritto ad agire contro organizzazioni che minacciano i propri cittadini, affermando che la presenza dei "terroristi" e' molto piu' pesante di quello che pensano le altre potenze. Per Mosca, i ribelli "sono coordinati da un unico centro di comando diretto da al-Nusra", il gruppo jihadista un tempo legato ad al-Qaeda.
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