SCIENZA
Stazione spaziale cinese Tiangong1
Spazio: rientro stazione cinese stimato per l'alba di Pasqua
Pechino: minimi rischi di frammenti sonda sulla terra

E' quanto emerso dal tavolo tecnico che sta seguendo le operazioni di rientro in atmosfera.
Alla riunione, oltre all'Asi (Agenzia Spaziale Italiana), hanno partecipato il consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresntnanti dei ministeri dell'Interno, della Difesa e degli Esteri, rappresentanti di Enac, Enav, Ispra e della Commissione Speciale di Protezione civile. Le 'finestre' di interesse per l'Italia, che al momento coinvolgono le regioni che si trovano a sud del 44 parallelo nord, potranno essere confermate e definite solo nelle 36 ore precedenti il rientro. Attualmente, la possibilità che uno o piu' frammenti della stazione spaziale Tiangong-1 possano cadere sul territorio italiano (ovvero su terre emerse) corrisponde a una probabilità stimabile intorno allo 0,02%.
Le ultime informazioni sul rientro della stazione spaziale cinese #Tiangong1 , previsto in questi prossimi giorni, nel blog @esaoperations in constante aggiornamento - Qui, un'immagine radar della stazione https://t.co/ehRPem0tef
— ESA_Italia (@ESA_Italia) 28 marzo 2018
Si chiama Palazzo Celeste, un nome che nasce dalla traduzione dal mandarino della parola Tiangong, ed è la prima stazione spaziale cinese lanciata dal centro di Jiuquan il 30 settembre 2011.
La stazione scende al ritmo di quattro o cinque chilometri al giorno. Lo ha detto Luciano Anselmo, dell'Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione 'A. Faedo del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr). Anselmo fa parte degli esperti che in questi giorni stanno lavorando ai calcoli sui quali si basano le previsioni di rientro.

Pechino, minimi rischi di frammenti sonda sulla terra
Il rischio che frammenti della stazione spaziale cinese Tiangong-1 ricadano sulla Terra è minima: lo ha detto il governo di Pechino nelle ore in cui la sonda continua ad avvicinarsi senza controllo all'atmosfera.
"Abbiamo informato il dipartimento delle Nazioni Unite per lo spazio esterno della data (approssimativa) del rientro e aumenteremo gli sforzi per coordinarci con loro in modo trasparente durante l'intero processo", ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang in una conferenza stampa..
Lu ha aggiunto che la Cina "attribuisce grande importanza al problema e lo tratta in modo responsabile". Secondo i calcoli degli scienziati cinesi, il Tiangong-1, un modulo di 10 metri di lunghezza e 8,5 tonnellate, giovedi era a 196 km dalla Terra, sei meno che il giorno prima. La sonda, prima tappa della Cina verso l'obiettivo di avere una sua propria stazione orbitale permanente, è fuori controllo da mesi e alla fine dello scorso anno alcune agenzie spaziali hanno cominciato a ventilare il timore che i frammenti possano ricadere sulla terra. La Cina prevede che l'intero apparato brucerà e si disintegrerà per l'attrito con l'atmosfera, nel momento del rientro. L'area della possibile caduta di frammenti è un'ampia striscia del pianeta che comprende l'intera Africa, quasi tutto il Sud America, l'Australia, gran parte dell'Asia e l'Europa meridionale (tra cui Spagna, Grecia e anche Italia).
La protezione civile che per informare al meglio i cittadini, ha pubblicato una sezione ad hoc sul suo sito in cui verranno postati tempestivamente tutti gli aggiornamenti disponibili e dove sono già presenti le norme di autoprotezione, qualora ci si trovi nelle zone interessate dalla caduta dei frammenti.
Ecco le regole indicate
Ricordiamo che eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari. Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi.
Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, è possibile fornire, pur nell’incertezza connessa alla molteplicità delle variabili, alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di autoprotezione qualora si trovi nei territori potenzialmente esposti all’impatto:
• è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;
• i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;
• all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;
• è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell'impatto;
• alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all'impatto e contenere idrazina. In linea generale, si consiglia a chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, di segnalarlo immediatamente alle autorità competetenti.