POLITICA
Le polemiche con l'esecutivo
Spending review, Cottarelli potrebbe lasciare. Per il governo, sulla spesa decide la politica
Le parole del commissario per la revisione della spesa pubblica non sono piaciute al premier. E se da Delrio arrivano parole distensive, per molti sarebbe già pronto Yoram Gutgeld come successore

Da palazzo Chigi poi sono arrivate parole più distensive con il sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio pronto a sottolineare che “non esiste nessun caso Cottarelli”. Ma da altri membri del governo è stata ribadita la linea del premier. Per ultimo dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi: “ci possono essere riforme che non hanno effetto nell'immediato ma che producono grossi vantaggi sulla lunga distanza". Il ministro cita l'esempio degli ecobonus: "in una logica ragionieristica sono nell'immediato una minore entrata fiscale, ma noi abbiamo mosso un volume d'affari di 35 miliardi e fatto emergere il 'nero'". E sottolinea: "Va bene il rigore nella spesa ma non basta. La prima volta che incontrammo Cottarelli fu evidente che il problema non erano i tagli ma la riorganizzazione complessiva della macchina dello Stato: è da lì che si deve partire. E queste sono scelte della politica”. Dall’esecutivo finora solo il viceministro all'Economia Enrico Morando, intervistato da Avvenire, ha cercato di difendere l’operato del supercommissario: “Considero il suo lavoro di straordinaria competenza ed efficacia. Assolutamente essenziale che possa proseguire”.
Critiche invece da un ex responsabile della spending review, Piero Giarda: “Cottarelli ha forse fatto un errore, quello di credere che il risultato del suo lavoro dovesse necessariamente tradursi subito in misure operative. Ma la politica ha tempi diversi”.
E l’ultimo giorno che la politica potrebbe dedicare a Cottarelli è forse giovedì, quando è atteso in commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale per parlare di revisione della spesa nelle regioni e negli enti locali. Poi il suo dossier passerebbe a Yoram Gutgeld, indicato da più parti come il successore già pre-incaricato da Renzi del quale inoltre è consigliere economico.