MONDO
Sospese tre condanne in attesa della sentenza
Stati Uniti, la Corte Suprema blocca le esecuzioni in Oklahoma: dubbi sul farmaco utilizzato
La decisione dopo il ricorso di tre detenuti. Il cocktail di farmaci usato potrebbe non essere abbastanza potente da eliminare il dolore

I giudici hanno deciso di esaminare il ricorso contro l'uso del sedativo midazolam, usato nelle esecuzioni in Arizona, Ohio e, appunto, Oklahoma e che in alcuni casi aveva provocato atroci sofferenze ai condannati. Lo stop perché il farmaco contestato potrebbe violare il divieto, imposto dalla Costituzione americana, di punizioni “troppo” crudeli. La sentenza è attesa per fine giugno.
Il midazolam è sotto accusa dall’aprile 2014, dopo l’esecuzione di Clayton Lockett: in quel caso il condannato, dato per incosciente, aveva cominciato ad agitarsi e urlare perché la vena dove dove essere iniettato il mix di farmaci letali era scoppiata, morendo poi d’infarto. La Casa Bianca in quell’occasione aveva commentato: "Nel caso di Lockett non sono stati rispettati gli standard di umanità necessari".
La Corte non ha però specificato se l'Oklahoma può eseguire o meno le sentenze di morte con un altro metodo. Sia lo stato sia i legali dei tre condannati, che avrebbero dovuto essere giustiziati tra ora e marzo, avevano chiesto la sospensione della pena.
Richard Glossip, John Grant e Benjamin Cole, ritenuti colpevoli di assassinio, non andranno quindi, almeno sino a giugno, incontro al boia. Glossip, accusato di aver ordinato l’assassinio del suo capo nel 1997, doveva morire la prossima settimana. L’esecuzione di Grant era prevista per il 19 febbraio e quella di Cole, accusato di avere ucciso la sua bambina di nove anni, per il 5 marzo.