MONDO
Gli Usa accetteranno tutti i vaccini autorizzati dall'Oms
Stati Uniti riaprono i confini ai viaggiatori vaccinati. Boom di prenotazioni
Le restrizioni ai viaggi, introdotte dall'ex presidente Donald Trump, erano state mantenute dall'attuale presidente, Joe Biden

Potranno accedere agli Usa anche i viaggiatori stranieri vaccinati che giungono da Paesi fino a oggi soggetti a restrizioni di viaggio a causa della pandemia, un elenco che comprendeva anche i 26 stati europei dell'area Schengen, oltre a Regno Unito, Irlanda, Brasile, Cina, Iran, Sud Africa e India. Il dipartimento della Sicurezza Nazionale ha già avvertito di prevedere che "a causa del maggior volume di viaggiatori, i tempi di attesa alla dogana saranno prolungati" quindi raccomanda di avere i documenti a portata di mano e di mostrare "pazienza", come indicato in un comunicato diffuso la scorsa settimana.
L'apertura delle frontiere arriva poco dopo che gli Stati Uniti hanno raggiunto un tasso di immunizzazione pari al 70% della popolazione adulta. Gli Usa stanno già somministrando dosi di richiamo agli over 65 e hanno iniziato la scorsa settimana la vaccinazione di bambini e bambine tra i 5 e gli 11 anni.
Gli Stati Uniti accetteranno tutti i vaccini che sono stati autorizzati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), compreso quello di AstraZeneca. I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) considerano una persona "completamente vaccinata" se sono trascorsi 14 giorni da quando ha ricevuto un vaccino a dose singola o da quando ha ricevuto il secondo di un vaccino a due dosi. Per ora, l'Oms non ha autorizzato alcuni dei vaccini che vengono somministrati in America Latina, come il russo Sputnik V e il cinese CanSino. Oltre alla prova dell'immunizzazione, i passeggeri internazionali dovranno presentare un test Covid negativo effettuato tre giorni prima della partenza. I bambini di età compresa tra 2 e 17 anni non dovranno essere vaccinati per entrare negli Stati Uniti ma dovranno presentare un test negativo. I bambini sotto i 2 anni, invece, sono esenti sia dal vaccino che dal test.
Boom di prenotazioni
Ed è stato subito boom di prenotazioni di biglietti aerei. Air France, British Airways, United Airlines, le compagnie che di solito dipendono molto dalle rotte transatlantiche e transpacifiche, per farvi fronte hanno aggiunto voli, scelto aerei più grandi e fatto in modo di avere abbastanza personale.
Anche Aeroporti di Roma ha celebrato insieme ai vettori che operano collegamenti diretti tra gli Stati Uniti e lo scalo della Capitale. L'attuale offerta di novembre prevede fino a 4 voli diretti giornalieri tra il Leonardo da Vinci di Fiumicino e gli Stati Uniti operati rispettivamente da Delta Air Lines per New York Jfk e Atlanta, United per Newark, e da Ita Airways per New York Jfk. Offerta prevista in aumento con l'aggiunta di ulteriori frequenze settimanali nel mese di dicembre. In previsione della prossima stagione estiva 2022 sono già in vendita ulteriori tratte operate dei vettori attualmente presenti a cui si aggiungerà il ripristino dei voli di American Airlines.
L'annuncio della revoca delle restrizioni da parte della Casa Bianca era atteso da mesi dalle famiglie che erano rimaste separate, da chi viaggia per lavoro come anche dai turisti che ogni anno decidono di passare una vacanza negli States: con la pandemia di Covid Washington aveva drasticamente limitato i passeggeri provenienti dal resto del mondo, dai Paesi dell'area Schengen, al Regno Unito e Cina, passando per India e Brasile.
Con il Natale che si avvicina, le prenotazioni fioccano già. Così, British Airways già una settimana fa ha visto le ricerche di voli e soggiorni in alcune città Usa esplodere del 900% per i giorni che precedono il 25 dicembre. Ad American Airlines, il giorno dopo l'annuncio, le prenotazioni sono aumentate del 66% nel Regno Unito, del 40% in Europa e del 74% in Brasile. Anche i voli di oggi sono stati presi d'assalto.
Per le compagnie aeree, "non c'è un prima/dopo l'8 novembre", ha osservato un portavoce di Air France. Da un lato hanno riempito meglio i loro aerei, che per lungo tempo hanno viaggiato con molti posti vuoti. E stanno gradualmente aggiungendo ulteriori posti. La compagnia francese di recente è passata da tre voli al giorno tra Parigi e New York, la sua rotta più trafficata, a cinque. Sulla linea per Houston, sostituirà gli Airbus 330 con i Boeing 777, che offrono più posti. Air France prevede di tornare entro marzo 2022 al 90% della sua capacità pre-Covid negli Stati Uniti, contro il 65% di ottobre.
Dopo probabilmente un po' di vuoto nel periodo gennaio-febbraio, le aziende si aspettano una ripresa in primavera e soprattutto in estate, tradizionalmente la stagione più redditizia. Alla United, il numero di voli per l'America Latina e le sue destinazioni turistiche è già tornato ai livelli del 2019, anche se il traffico rimane solo al 63%. La compagnia americana punta molto sui voli transatlantici: in primavera aprirà cinque nuove destinazioni (Giordania, Portogallo, Norvegia, Spagna), aggiungera' voli per Londra, Berlino, Dublino, Milano, Monaco e Roma, e riaprirà i collegamenti interrotti durante il pandemia tra cui Francoforte, Nizza e Zurigo.
Sul fronte asiatico, il traffico dovrebbe riprendere ma più lentamente. Singapore Airlines, che ha approfittato a ottobre dell'apertura di un corridoio per i passeggeri vaccinati tra Singapore e il Nord America, prevede ancora di tornare al 77% dei suoi voli pre-Covid tra le due zone a dicembre, in particolare con la riapertura delle linee verso Seattle e Vancouver. Per Burkett Huey, specialista del trasporto aereo di Morningstar, le compagnie hanno aerei a sufficienza per far fronte all'afflusso di viaggiatori: "Pochi grandi aerei sono stati effettivamente ritirati dalle flotte nel 2020, ma nulla che cambi completamente il panorama".
In termini di dipendenti, però, qualche problema potrebbe esserci. Negli Stati Uniti, dove le compagnie hanno messo in atto vasti piani per incentivare le uscite a inizio pandemia, American e Southwest hanno recentemente dovuto cancellare migliaia di voli a causa della carenza di staff, sia di terra che di cabina. Resta ora da capire quando i viaggi d'affari torneranno ai livelli pre-Covid. Infatti, per i loro voli transatlantici, le compagnie avevano finora privilegiato alcune linee chiave con aerei di grandi dimensioni per includere i posti a sedere con maggior comfort per chi viaggiava per lavoro. E hanno integrato i viaggi con voli nazionali negli Stati Uniti e in Europa. Ma con il venire meno dei viaggi d'affari, potrebbero offrire rotte piu' dirette ai turisti, utilizzando nuovi aerei piu' piccoli ma in grado di percorrere comunque lunghe distanze, come l'A321neo.