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TENDENZE

A Kuala Lumpur

Stile musulmano: in Malesia sfila la moda islamica. Trendy e halal

Colorato e modesto, colori sontuosi ma mai senza scoprire troppo il corpo: il fashion show malese si rivolge ai milioni di musulmani nel mondo che vogliono vestire con eleganza. Ma senza rinunciare ai precetti religiosi

Una creazione di Calvin Thoo (Epa/Azhar Rahim)
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di Emma Farnè Vestire halal, cioè secondo i precetti dell'Islam non vuol dire solo burqa e lunghe tuniche nere. Lo dimostra un festival di moda musulmana: l'idea è di un imprenditore malese, Raja Rezza Shah che con il suo Islamic Fashion Festival porta da anni a Kuala Lumpur colori sgargianti e gioielli che ricordano quelli delle teste coronate europee. Obiettivo, conquistare quei clienti che non vogliono rinunciare ai precetti religiosi ma che allo stesso tempo cercano eleganza e stile.

Da Kuala Lumpur all'Europa
Rezza Shah ha raccontato ai giornali locali: "Il principio alla base della nostra moda è: meno pelle si vede, meglio è. La testa deve essere coperta". Idee che moltissime donne musulmane seguono per tradizione o per precetti religiosi. Dove comprare allora i vestiti? "È qui che entriamo noi in gioco con una serie di stilisti che offrono varie opzioni. Il nostro slogan è: 'scopriamo la bellezza nella modestia' e assolutamente non quello che 'se non ti copri la testa vai all'inferno'". Ecco che allora sulla passerella di Kuala Lumpur si vedono raso e sete sgargianti, piume, diamanti. Dal 2006 e ogni anno è stata la Malesia a ospitare il festival, evento itinerante che ha toccato Abu Dhabi, Dubai, Singapore e persino Londra e New York. 

Un mercato da oltre 76 miliardi 
Il mercato della moda musulmana valeva già quattro anni fa 76 miliardi di euro (oltre 96 miliardi di dollari), come dimostrato in uno studio di un'università di Dubai pubblicato su Bloomberg. Un mercato che si rivolge all'1,8 miliardi di musulmani nel mondo, molti dei quali sono facoltosi e attenti - come negli Emirati - alla moda, sia occidentale, sia halal. 

Moda e beneficenza
Quest'anno il festival di Kuala Lumpur ha poi collaborato con una ong che si prende cura delle donne malate di cancro. Sulla passerella, tutte le modelle che hanno sfilato hanno sofferto della malattia o la stanno combattendo: designer malesi come Calvin Thoo e Salikin Sidek hanno contribuito all'evento, in un'inedita forma di terapia che secondo i medici può aiutare il morale delle donne. 


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