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Storie americane
California: finita la lunga siccità, forse in arrivo ArkStorm

Ma l’annuncio, che arriva dalla California, è di quelli positivi.
Lo Stato è, infatti, ufficialmente fuori dalla siccità della quale ha sofferto dal 2011. Le mappe pubblicate dall’US Drought Monitor – l’ente che raccoglie ed elabora dati forniti dagli scienziati del National Drought Mitigation Center, dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti e da decine di agenzie meteorologiche del paese –indicano, infatti, una situazione di sostanziale normalità.
"I bacini delle riserve sono pieni, i laghi sono tornati ai livelli normali, i corsi d'acqua fluiscono e c’è neve in abbondanza", ha spiegato Jessica Blunden, climatologa del National Climatic Data Center. "La siccità è ufficialmente finita, in California, grazie agli ultimi due anni di inverni particolarmente ricchi di precipitazioni”.
Lo stato di emergenza
Lo stato di emergenza era stato proclamato nel 2014 da Jerry Brown. L’allora governatore aveva inizialmente invitato i cittadini californiani a ridurre il consumo di acqua del 20 per cento, aumentando la percentuale al 25 per cento nell’aprile del 2015 e dando l’annuncio della seconda restrizione da un campo, solitamente innevato e, allora, invece solo brullo.
Una serie di misure erano stata introdotte, accompagnate da contravvenzioni e multe salate, contro lo spreco dell’acqua, a partire da quelle per l’irrigazione dei giardini. I famosi prati verdi circondati da bianche palizzate erano stati via via sostituiti da materiali come ghiaia e popolati da piante grasse, in grado di sopravvivere alla siccità e richiedere meno acqua.
Politiche che hanno portato lo Stato, tra l’estate del 2015 e il gennaio 2017 a diminuire l’utilizzo di acqua fino del 22 per cento. Tanto che nell’aprile di quell’anno, Brown aveva fatto rientrare lo stato di emergenza senza tuttavia dichiarare ufficialmente la fine di quella che aveva definito ‘la peggiore siccità mai registrata’. E si parla di fine Ottocento, quando ufficialmente s’iniziò a tener conto delle condizioni metereologiche dello Stato.
“The Oher big one”
Ora l’annuncio ufficiale dovrebbe solo rallegrare, ma arriva accompagnato da altre preoccupazioni. La fine della siccità è stata anche dovuta, come detto, dall’aumento delle precipitazioni e dal crollo delle temperature - quello trascorso è stato il febbraio il più freddo dal 1877 - in una California generalmente sempre mite. Ma, più piogge, significano anche aumento della vegetazione, specialmente quella facilmente incendiabile e quindi rischio, se l’estate sarà invece particolarmente calda, di devastanti incendi una volta arrivato l’autunno.
Inoltre, secondo alcuni esperti, lo Stato potrebbe “presto” trovarsi di fronte a quello che è stato definito “The other Big One”, ossia una tempesta di proporzioni bibliche che causerebbe danni tre volte superiori a quelli di un terremoto lungo la Faglia di Sant’Andreas. L’hanno chiamata ArkStorm e porterebbe piogge incessanti e ininterrotte per settimane, interessando zone popolate dal oltre 1 milione e mezzo di persone. Alla domanda: ma quando? Gli scienziati hanno risposto come per il Big One. “Tra cento anni, come domani“.